Mario Draghi accerchiato. Dopo Matteo Salvini e la Lega, che hanno annunciato l’astensione in Cdm e in Parlamento sul decreto riaperture approvato ieri, è il turno della Conferenza delle Regioni. Ad annunciare lo strappo è il suo presidente Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, che ha tenuto alle 15.30 una riunione straordinaria dei governatori anche con i rappresentati di Comuni (Anci) e Province (Upi).

Sul tavolo la scelta del Governo di non allungare l’orario del coprifuoco dalle 22 alle 23, che “l’unanimità delle Regioni” voleva spostare, e il rientro a scuola degli studenti delle superiori.

Le parole di Fedriga sono di chiara rottura con l’esecutivo: “Sulla scuola c’è un problema politico e istituzionale importante. Aver cambiato un accordo siglato con la Conferenza delle Regioni, Anci e Upi in Consiglio dei Ministri è un precedente molto grave che non credo ci sia mai stato. Si è incrinata la leale collaborazione tra Stato e regioni”.

Per il governatore friulano infatti “se si cambia idea si convocano le parti con le quali si erano trovati gli accordi e si rimodulano”. Quanto al coprifuoco Fedriga aggiunge: “Noi, come Conferenza delle Regioni, abbiamo proposto lo spostamento del coprifuoco alle 23. Sembra incomprensibile chiedere di lasciare il ristorante alle 21:30 per rientrare a casa entro l’orario stabilito. Un’ora in più non penso che rappresenti un problema per il rischio pandemico. La proposta è assolutamente responsabile ed è arrivata all’unanimità all’interno della Conferenza”.

Quanto a rientro a scuola dal 26 aprile, secondo quanto emerso martedì i ministri Bianchi, Gelmini e Giovannini avevano raggiunto un accordo con le Regioni e gli enti locali. Inizialmente era stata proposta una soglia minima di presenza in classe fissata al 60%, aumentata al 70% in zone gialle e arancioni in Consiglio dei ministri, mentre nelle zone rosse la percentuale oscilla tra il 50 e il 75 per cento.

Per questo dopo il vertice straordinario del pomeriggio convocato da Fedriga è emerso un documento unitario in cui i governatori sottolineando di aver deciso di “inviare una lettera al presidente del Consiglio per sottoporre alla sua attenzione le proposte prioritarie rispetto alle misure in via di adozione con il prossimo decreto legge, dando la disponibilità per un incontro urgente prima della pubblicazione del provvedimento“.

Ma è proprio sulla scuola che arrivano segnali di apertura nei confronti dei governatori. Il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini ha spiegato infatti che “nel decreto ci sarà scritto il 70%: ma non metteremo a rischio nessuno. Se non sarà possibile assicurare queste quote, Regioni ed enti locali potranno derogare. Stiamo lavorando per trovare la quadra”.

Gelmini che è intervenuta anche sulla questione coprifuoco, specificando che “il fatto che nel testo del decreto appena varato non sia stato riprogrammato il coprifuoco — ha detto durante la registrazione della puntata tv Iceberg — , non significa che durerà fino al 31 luglio. Questa è una lettura distorta del provvedimento. Sono assolutamente certa che presto il coprifuoco sarà solo un brutto ricordo. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia