Non accenna a fermarsi l’epidemia di Coronavirus negli Stati Uniti, di gran lunga il Paese in maggiore difficoltà nell’affrontare il virus. Nelle ultime 24 ore sono stati 72.238 i nuovi casi registrati dalla Johns Hopkins University, secondo la quale i contagi complessivi nel Paese sono quasi 4,5 milioni. I decessi sono invece 1.379, in quello che è il terzo giorno consecutivo in cui i decessi superano quota 1.200.

FAUCI: “AUMENTO CASI IN ALTRI 4 STATI” – A rilanciare l’allarme è Anthony Fauci, il direttore National Institute of Allergy and Infectious Diseases da tempo in rotta di collisione con l’amministrazione guidata da Donald Trump. Per il noto virologo a stelle e strisce, intervistato da Abc News, i governatori di Ohio, Tennessee, Kentucky e Indiana devono adottare misure più forti per controllare l’espandersi del virus. Questo perché dopo “l’allarmente” aumento di casi in Florida, Texas, California ed Arizona, gli esperti del suo team hanno puntato la loro attenzione su un gruppo di altri stati dove, seppure in modo contenuto, si sta registrando un aumento della percentuale dei positivi. Questo, ha sottolineato il virologo, “è un segnale certo che ci si potrebbe trovare negli stessi problemi in cui si sono trovati gli stati del Sud” che ora sono l’epicentro dell’epidemia.

NO A NUOVO LOCKDOWN – Nell’ultimo briefing tenuto alla Casa Bianca sull’emergenza sanitaria il presidente Donald Trump, che ha definito “questa terribile malattia molto contagiosa”, ha però escluso l’ipotesi di un nuovo lockdown, che “non può essere la risposta”. Successivamente, in visita alla Croce Rossa, Trump ha rivendicato come almeno 2 milioni di americano abbiano sconfitto il Coronavirus, invitandoli a donare il plasma.

I PROBLEMI DI TRUMP – Ma negli Stati Uniti a far discutere è anche la ‘pazza idea’ di Donald Trump di rinviare le elezioni. Il presidente ha lanciato la proposta in un tweet: “Con un voto per corrispondenza universale (non un voto in assenza che sarebbe un bene), il 2020 sarà l’anno delle elezioni più inaccurate e fraudolente della storia. Sarà un grande imbarazzo per gli Stati Uniti. Rinviare le elezioni a quando la gente potrà votare in sicurezza?”.

Una proposta sonoramente bocciata dai Democratici, che controllano il Congresso, unico luogo deputato a discuterne. Ma non è l’unica controversia del tweet. Le accuse di Trump di frode elettorale con il voto via posta, che danneggerebbe il suo partito, è stata smentita da un’inchiesta del Washington Post e della no-profit Electronic Registration Information Center, che hanno riscontrato nel voto postale una percentuale irrisoria di ‘imbrogli’, solo lo 0,0025 per cento.