Sono 34.283 i nuovi casi di Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore (ieri erano 32.191), che portano il totale da inizio pandemia a 1.272.352. E’ quanto comunicato dal ministero della Salute nel consueto bollettino sull’andamento dell’epidemia nel Paese. Sono stati 753 i nuovi decessi per Coronavirus, (ieri 731) col totale salito da inizio monitoraggio a quota 47.217. Si tratta del secondo giorno consecutivo di ‘record’ per quanto riguarda la seconda ondata di contagi.

Si conferma un generale rallentamento della curva epidemica in Italia, con un aumento ‘lieve’ aumento dei nuovi contagi a fronte però di 234.834 tamponi, 26mila più di ieri, con la percentuale positivi-tamponi scende al 14,5% (ieri era al 15,4%).

Segnali di lieve ottimismo arrivano anche dai ricoveri in terapia intensiva, aumentati di 60 unità e arrivati ora a 3.670 ricoverati, con un incremento di meno della metà rispetto ai 120 di ieri. I nuovi ricoveri ordinari salgono in 24 ore di 430 unità (ieri 538) con un totale di 33.504.

Quanto ai dati sulle singole regioni, il maggior incremento di nuovi contagi viene registrato ancora una volta in Lombardia (7.633), seguita da Campania (3.657), Piemonte (3.281), Veneto (2.972), Lazio (2.866), Toscana (2.508), Emilia Romagna (2.371), Sicilia (1.837) e Puglia (1.369).

LA CRISI DELLE TERAPIE INTENSIVE – I pazienti Covid occupano il 42% dei posti di terapia intensiva disponibili e attivi in Italia, ovvero il 12% oltre la soglia critica del 30%. Lo rivela il monitoraggio dell’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, aggiornato al 17 novembre. Una situazione sempre più critica nel Paese: l’allarme sforamento riguarda ora 17 regioni su 21, mentre soltanto una settimana fa erano dieci. In testa la Lombardia con il 64% dei ricoverati Covid in terapia intensiva rispetto ai posti disponibili, seguita dal Piemonte con il 61% e dalla provincia di Bolzano con il 57%.

I posti nei reparti di medicina occupati da pazienti Covid sono il 51% a livello nazionale, rispetto a una soglia del 40%: un dato che riguarda 15 regioni.

In generale sulle terapie intensive la soglia del 30%, individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020, risulta superata anche da Abruzzo (37%), Basilicata (33%), Calabria (34%), Campania (34%), Emilia Romagna (35%), Lazio (32%), Liguria (53%), Marche (45%), P.A. Trento (39%), Puglia (41%), Sardegna (37%), Toscana (47%), Umbria (55%), Valle d’Aosta (46%). Solo la Sicilia è sul valore limite del 30%.