Non ci sono prove scientifiche” all’ipotesi rilanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul nuovo Coronavirus creato in un laboratorio cinese di Wuhan. A smontare la narrazione del tycoon americano è Anthony Fauci, massimo esperto americano di malattie infettive e membro della task force della Casa Bianca, in una intervista realizzata dal National Geographic. “Se si guarda all’evoluzione del virus nei pipistrelli e a cosa c’è là fuori adesso, le prove scientifiche vanno fortemente nella direzione che il virus non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente”, ha spiegato lo scienziato americano.

Parole che mettono Fauci in una posizione sempre più traballante, dato che già da settimane le sue dichiarazioni spesso in netto disaccordo col presidente Trump lo hanno reso un obiettivo dei Repubblicani. Le richieste di un suo licenziamento, ha detto Fauci a Chris Cuomo della Cnn su ‘Cuomo Prime Time’, “fanno parte del gioco” perché continua a sollecitare gli americani a mantenere il distanziamento sociale. “Continuerò a darvi le informazioni che ritengo necessarie per prendere quelle decisioni che ritengo siano decisioni prudenti”, ha aggiunto.

Ma a prescindere dalle polemiche con Trump, a preoccupare l’immunologo americano è il rischio di una seconda ondata di contagi nel prossimo autunno, con la prima ancora fuori controllo. “Non credo ci sia la possibilità che questo virus sparirà. E’ in circolazione e se ne avrà l’opportunità ritornerà”, ha avvertito Fauci.

Contro Trump e il suo segretario di Stato Mike Pompeo, che ha rilanciato le accuse del presidente sull’esistenza di prove che il Covid-19 a nato in un laboratorio nella città cinese di Wuhan, è scesa in campo anche l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. “Dal nostro punto di vista, questo rimane speculativo”, ha dichiarato il capo delle emergenze dell’Oms, Michael Ryan. “Ma – ha aggiunto – come qualsiasi organizzazione che si basa su prove, saremmo pronti a ricevere qualsiasi informazione sull’origine del virus”. Ryan ha ribadito che le prove e i pareri che l’agenzia Onu ha ricevuto suggeriscono che il nuovo coronavirus sia di origine naturale, mentre Pompeo e Trump affermano di aver visto prove che suggeriscono possa provenire dall’Istituto di virologia di Wuhan.

“Se tali dati e prove sono disponibili, spetterà al governo degli Stati Uniti decidere se e quando possono essere condivisi”, ha detto Ryan ai giornalisti a Ginevra. “Ma – ha aggiunto – è difficile per l’Oms operare in un vuoto di informazioni su questo specifico aspetto”. Domenica, Pompeo aveva dichiarato ad Abc che esisterebbe “una quantità enorme di prove” sulla provenienza dal laboratorio di Wuhan.