È un quadro a tinte fosche quello che emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe sulla diffusione del Coronavirus. Per Nino Cartabellotta infatti “anche questa settimana nonostante i dati riflettano i contagi avvenuti in un’Italia tinta di rosso e arancione, i nuovi casi non accennano a diminuire. E guardando ai dati regionali si rilevano segnali di incremento, favoriti dalla circolazione delle nuove varianti”.

Infatti, in 12 Regioni aumentano i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti rispetto alla settimana precedente e l’incremento percentuale dei casi negli ultimi 7 giorni, in apparenza stabile a livello regionale, supera il 5% in 17 Province. Sul fronte ospedaliero, l’occupazione da parte di pazienti Covid supera in 3 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 5 Regioni quella del 30% delle terapie intensive.

Il monitoraggio relativo alla settimana 10-16 febbraio 2021, rispetto alla precedente, mostra dati in calo: un numero stabile di nuovi casi (84.272 rispetto a 84.711, pari a -0,5%), scendono i casi attualmente positivi (393.686 rispetto a 413.967, ovvero -4,9%), cosi’ le persone in isolamento domiciliare (373.149 rispetto a 392.312, pari a -4,9%), i ricoveri con sintomi (18.463 rispetto a 19.512, pari a -5,4%), le terapie intensive (2.074 rispetto a 2.143, pari a -3,2%) e, soprattutto i decessi (2.169 rispetto a 2.658, pari a -18%).

Se il nuovo esecutivo manterrà la strategia basata sui colori ”con il solo obiettivo di contenere il sovraccarico degli ospedali – è l’avvertimento di Cartabellotta – bisogna accettare lo sfiancante stop&go degli ultimi mesi almeno per tutto il 2021″. Se invece “intende perseguire l’obiettivo europeo zero-Covid, sulla scia della strategia tedesca No-Covid, questo è il momento per abbattere la curva dei contagi con un lockdown rigoroso di 2-3 settimane”.

CAMPAGNA VACCINALE A RILENTO – Dubbi pesanti anche sull’andamento del piano di vaccinazione, considerato “ostaggio di forniture centellinate”.

“La vera criticità di questa fase 1 – precisa Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gambe – è che solo il 5,9% (n. 261.008) degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,7% (n. 117.537) ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target raccomandato dalla Commissione Europea per questa fascia di età: 80% entro il 31 marzo 2021. Per raggiungere questo obiettivo bisognerebbe vaccinare entro quella data circa 3,5 milioni di over 80, di cui quasi 3,3 milioni non hanno ancora ricevuto la prima dose”.