Da domenica 6dicembre la Campania è ufficialmente zona arancione. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro Speranza, ma i dati degli ultimi giorni fanno ben sperare in una promozione alla zona gialla senza dover aspettare le consuete due settimane.

A fomentare l’entusiasmo è soprattutto il calo dei ricoveri in terapia intensiva: sabato 5 dicembre non ce n’è stato nemmeno uno e i posti letto occupati si fermano al 29%. Poi c’è la stragrande maggioranza di positivi asintomatici: su 1.521 sono 1.383 gli asintomatici a fronte di 18.636 tamponi. L’indice di infettività è intanto sceso da 1 a 0,74.

La Campania non è più tra le prime regioni per numero di contagi, preceduta da Lombardia (3.158), il Veneto (3.607), l’Emilia Romagna (1.964), il Piemonte (1.456) e la Puglia (1.884), e in pochi necessitano di essere curati in ospedale. Per questi motivi il Cts già la prossima settimana potrebbe stabilire un passaggio alla zona gialla.

La zona arancione dovrebbe durare fino al 21 dicembre, data in cui scattano invece le novità previste per il Natale. Se la situazione dovesse cambiare nel giro della prossima settimana, ne sarebbero ben liete tutte le categorie di commercianti che hanno subito un forte impatto economico con la chiusura imposta. Cosa cambia in sostanza da oggi con l’uscita della Campania dalla zona rossa e l’ingresso in quella arancione?

SPOSTAMENTI – Nella zona arancione è vietato ogni spostamento in entrate e in uscita dalla Regione, salvo i “comprovati motivi” di urgenza, lavoro o salute. Permesso lo spostamento dal proprio Comune o Regione per la didattica in presenza per docenti, alunni e accompagnatori di questi ultimi. Consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione e residenza. Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo comprovate esigenze lavorative, studio, salute, situazioni di necessità o per svolgere attività e usufruire servizi non disponibili nel proprio comune.

BAR E RISTORANTI – In zona arancione sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

NEGOZI – Potranno riaprire tutti quei negozi chiusi durante il periodo di zona rossa. Via libera anche per i centri commerciali, che però devono restare chiusi nei giorni festivi e prefestivi, con l’eccezione per le farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole presenti al loro interno.

SPORT – Quanto al capitolo sport, si potrà effettuare attività motoria e sportiva all’interno del proprio comune e all’aperto, mentre palestre e piscine rimangono chiuse.

COPRIFUOCO – Il coprifuoco resta in vigore dalle 22 alle 5, mentre il 31 dicembre come da decreto sarà prolungato dalle 22 alle 7.

MEZZI PUBBLICI – La capienza dei mezzi pubblici (bus, metropolitane, treni regionali) viene portata al 50%, anche se è fortemente raccomandato non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati.

SCUOLA – Nella zona arancione le seconde e terze medie potrebbero tornare a scuola in presenza con la mascherina obbligatoria, ma in Campania il governatore De Luca da mesi non segue su questo il governo disponendo la didattica a distanza dalla seconda elementare. Dal 7 gennaio secondo il Dpcm di Natale dovrà scattare per la scuola superiore la didattica in presenza per almeno il 75 per cento della popolazione studentesca: in un primo momento la soglia era stata fissata al 50 per cento, ma la nuova decisione è stata presa al termine della Confererenza Stato-Regioni

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.