“Sapete che non c’è più neanche l’ombra di una fila al Cardarelli e al Cotugno, poi per carità può succedere la fine del mondo ma ad oggi la situazione è questa”. E’ un Vincenzo De Luca che punta ancora una volta il dito contro lo sciacallaggio mediatico che la sua regione, la Campania, è stata costretta a subire nell’ultimo mese e mezzo.

Noi siamo la regione che uscirà prima dal covid, meglio delle altre e in totale trasparenza” assicura De Luca che punta poi il dito contro i dati considerati fasulli trasmessi alla Protezione civile da alcune regioni. Dati “inverosimili sui posti letto di terapia intensiva per far abbassare la percentuale dei ricoveri. Sarà chiaro che la Campania è una delle pochissime regioni che ha trasmesso dati veri”. Dai posti letto al numero di tamponi clamorosamente falsati. “Noi facciamo test veri, molecolari, non test truffa” chiosa De Luca che pone una domanda al ministro della Salute Roberto Speranza: “Qual è la differenziazione dei tamponi che si fanno? Perché ci sono regioni che da 25-30mila test ne fanno adesso la metà. Noi abbiamo sempre fatto test molecolari veri e siamo tra le prime regioni in Italia per numero di tamponi con il risultato comunicato nel giro di 24 ore”.

Tornando allo sciacallaggio mediatico, per De Luca “si va concludendo la campagna di aggressione politico-mediatica nei confronti della Campania”. Una campagna che “aveva un obiettivo: spostare l’attenzione dalle regioni del centro-nord sulla Campania e su Napoli. Campagne di aggressioni che hanno fatto leva sulla falsificazione consapevole dei dati: dalle risorse finanziarie arrivate alla regione Campania alle risorse arrivate. Una quantità di frottole i cui dati veri – garantisce De Luca – sono stati pubblicati e certificati dall’Unità di Crisi”.

“Ancora oggi -aggiunge – riceviamo 45 euro pro-capite in meno rispetto al Veneto, 40 rispetto alla Lombardia, 65 rispetto all’Emilia-Romagna, 30 rispetto al Lazio e così via. Dunque non solo non ci hanno dato nulla ma siamo la regione che ancora oggi combatte avendo meno risorse di tutta Italia oltre al personale sanitario: ci hanno mandato appena 10 anestesisti e una ottantina di medici non specializzati”.

Sugli ospedali modulari realizzati a Napoli, Caserta e Salerno: “Ci sono persone talmente ottuse che pongono questa domanda: avete realizzato i centri covid e non sono tutti occupati.  Se avessimo oggi occupato tutti i posti di terapia intensiva domani quando ci chiederanno ulteriori posti per ricoverare pazienti li dovremmo mandare in Germania” spiega.

Poi passa all’attacco di parte del personale sanitario ritenuto colpevole di diffondere notizie non vere: “Gli ultimi elementi di falsificazione registrati la scorsa settimana: mancano i calzari per i medici all’ospedale del Mare, notizia falsa. Gente che continua a parlare con i volti coperti: dovete sapere che quando parla gente con i volti coperti bisogna dare per scontato che sono dei truffatori. Noi stiamo lavorando per individuarli tutti. C’è poi un medico di un’associazione che continua a trasmettere sms diffamatori: lo abbiamo individuato e procederemo per via giudiziaria.  Date per scontato che tutte le falsificazione avranno come seguito, per le persone e per le emittenti, querele di diffamazione”.

Poi il riferimento, senza mai citarlo, alla trasmissione “Non è l’Arena” di Massimo Giletti: “Vi invito ancora a cambiare canale quando ci sono trasmissioni diffamatorie costruite ad hoc per spostare l’attenzione da nord a Napoli. Sapete che non c’è più neanche l’ombra di una fila al Cardarelli e al Cotugno, poi per carità può succedere la fine del mondo ma ad oggi la situazione è questa. Nella regione Campania, nella seconda ondata di epidemia, nessuno è stato messo sui materassini a terra come mi è capitato di vedere in alcuni ospedali del nord. Non si sono aperti luoghi di ricovero in palazzetti, palestre, sagrestie. Noi abbiamo accolto, ospitato e curato tutti con dignità. Chi ha aspettato un’ora in macchina doveva aspettare perché non c’erano alternative migliori”.

La pressione sugli ospedali va dunque allentandosi e – assicura De Luca – “dalla prossima settimana, visto i dati confortanti, riapriremo le attività chirurgiche sospese, cercando di moltiplicare l’attività di elezione in ospedale” perché “ad oggi siamo la regione che ha retto meglio di tutte la seconda ondata di epidemia e piano piano la realtà dei fatti verrà fuori”.