Le nuove stime inglesi sui decessi causati dal coronavirus ridisegnano la mappa del contagio in Europa: non più l’Italia ma la Gran Bretagna sarebbe ora la nazione più colpita dal coronavirus.

L’ufficio nazionale di statistica ha ricalcolato il numero delle vittime fino al 24 aprile, ma registrati fino al 2 maggio, portando il bilancio a oltre 32mila: 29.648 registrate in Inghilterra e Galles a cui si aggiungono i morti di Scozia e Irlanda del Nord, portando il totale a 32.313. Una cifra che supera di gran lunga le 29.029 vittime in Italia, fino ad ora il paese più colpito d’Europa.

L’istituto di statistica inglese ha tenuto conto di tutti i certificati di morte nei quali è stato fatto riferimento al coronavirus come causa di morte mentre, già dalla scorsa settimana, il governo ha incluso nel bilancio anche le morti registrate nelle case di cura oltre a quelle in ospedale. Se quelle avvenute negli ospedali hanno disegnato una curva calante di recente, di contro quelle nelle  nelle residenze continuano ad aumentare contribuendo a far crescere le cifre del bilancio totale.

E così proprio l’Inghilterra, che allo scoppio della pandemia era apparsa tra i paesi più restii a mettere in campo le misure di contenimento sociale, si prepara ora a prolungare il lockdown più a lungo degli altri. Giovedì è previsto il riesame delle misure ma si dovrebbe andare nella direzione di un mantenimento di quelle in atto almeno per altre tre settimane, fino alla fine di maggio. Il premier Boris Johnson dovrebbe presentare domenica sera in un discorso tv la sua idea di ripartenza per il Paese.

Un piano, come trapela, non molto dissimile da quello messo in campo in Italia a partire da ieri, ritorno progressivo nei luoghi di lavoro, graduale riapertura dei negozi e un alleggerimento del flusso nella rete dei trasporti, ma con una significativa differenza: dal 1 giugno, infatti, in Gran Bretagna potrebbero riaprire le scuole.