Non c’è rischio allarme Covid-19 nel Lazio. È la rassicurazione lanciata dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato che ha voluto dare un “messaggio di serenità” alla popolazione, sottolineando che al momento non ci sono pressioni sulla rete ospedaliera locale. Una posizione rafforzata, secondo l’assessore regionale, dai casi positivi che “sono la metà di quelli di altre grandi regioni come Veneto o Lombardia, per cui non c’è nessun aspetto di allarme o elemento che riguarda pressioni sulla rete ospedaliera, che ad oggi è molto bassa, tra il 2 e il 3 per cento sia in area medica che in terapia intensiva”.

Le parole del numero uno della sanità regionale, che arrivano a margine della visita dei camper mobili a Fiumicino per le vaccinazioni sul territorio, tradiscono però quelle che sono le indiscrezioni riportate da Repubblica. Secondo il quotidiano, negli ambienti vicini alla direzione Sanità della Regione parlano di un ritorno a “qualche forma di misura di contenimento”, con vago riferimento all’introduzione dell’obbligo della mascherina all’aperto. Ipotese, queste, che al momento non sono prese in considerazione da D’Amato. L’assessore è infatti in prima linea per promuovere la campagna vaccinale e combatte, tra polemiche politiche e diffidenza sociale, per spingere i giovani a ricevere entrambe le dosi del vaccino.

Aumentano i contagi

Quella della direzione della Sanità è una battaglia fondamentale a fronte dell’aumento dei contagi negli ultimi giorni, trainati dalla variante delta. Nella giornata di oggi, i nuovi casi nel Lazio sono 616 (meno 65 rispetto a ieri), per quasi 12mila tamponi nel Lazio, mentre a Roma si sono registrati 348 contagi. I ricoverati sono 151, 18 in più rispetto a ieri, mentre ci sono stati zero decessi nelle ultime 24 ore.  A spaventare è la variante delta del coronavirus. Nel Lazio la variante è superiore al 60 per cento e l’incidenza dei casi negli over 50 è di dieci volte inferiore i dati complessivi: significa, sottolinea la l’Unità di crisi della Regione, che il virus sta circolando soprattutto tra i giovani.

La Capitale è diventato un focolaio per il cosiddetto “effetto Gravina” – in riferimento al cognome del presidente della Fgic – che, secondo D’Amato, è il prezzo che la città sta pagando per la sfilata degli Azzurri sul bus scoperto tra le strade del centro. Un effetto che però non ha ancora determinato effetti sulla tenuta del sistema sanitario locale.

La spinta dell’assessore sulla campagna vaccinale mira al raggiungimento di un obiettivo: immunizzare con una doppia dose di vaccino il 70 per cento della popolazione entro l’8 agosto per raggiungere l’immunità di gregge. “È un traguardo credibile e saremo la prima regione italiana a raggiungerlo”, ha affermato D’Amato sottolineando il livello delle somministrazioni del vaccino nella regione, dove sono stati superati i 6,3 milioni di dose somministrati.

Non si ferma il bilancio dei contagi registrati nel cluster scoppiato in diversi locali della Capitale che hanno trasmesso le partite degli Europei. Salgono a 105 le persone risultate positive al Covid dopo avere assistito nel pub “Clifton“, nella zona di Monteverde, la partita dei campionati Europei di calcio tra Italia e Belgio. Il range di età del focolaio da coronavirus si attesta tra i 9 e i 60 anni, mentre l’età media dei contagiati è di 21 anni. Dal monitoraggio effettuato sul territorio emergono 26 casi confermati per un cluster in un altro locale a Ostia.

Trenta unità mobili sul territorio per la vaccinazione

A dare una forte spinta alla campagna vaccinale locale sono le unità mobili sul territorio regionale. Nel Lazio sono trenta i camper che da fine giugno stanno girando nelle località montane e balneari per raggiungere e coinvolgere nella campagna vaccinale tutti coloro che sono rimasti fuori dalle vaccinazioni. L’amministrazione locale ha già ottenuto una vittoria con la comunità sikh del sud pontino, registrando il tutto esaurito in poche ore.

Oggi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha fatto visita all’unità mobile di Fiumicino, sfruttando l’occasione di promuovere altre modalità, come “la vaccinazione last minute all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino per garantire massima sicurezza per chi non ha avuto la possibilità di ricevere la somministrazione o il richiamo”, ha detto Zingaretti che si è detto di vincere questa battaglia.

Completamento della vaccinazione nel Lazio

I centri vaccinali sul territorio regionale completeranno il ciclo di immunizzazione anche per coloro che hanno ricevuto la prima dose del vaccino all’estero o in un’altra regione. L’iniziativa è estesa anche alle persone non residenti o non assistite dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) della Regione Lazio. Gli interessati possono compilare il modulo di adesione per ricevere nel Lazio la seconda dose della vaccinazione anti COVID-19.