Una donna, una donazione, due cervelli in fuga che tornano in Italia. A Napoli, precisamente. All’azienda ospedaliera universitaria Luigi Vanvitelli. Una storia che si è meritata una targa all’interno del reparto interessato, quello di nefrologia, che si occupa di malattie renali. A ricordare il gesto di riconoscenza e generosità di una donna che ha voluto restare anonima.

La storia risale a quattro anni fa. Una donna la cui identità continua a essere sconosciuta ha deciso di donare 300mila euro all’Uoc diretta da Giovambattista Capasso. Questo dopo aver avuto la figlia ben curata nel nosocomio per una patologia renale. Quella donazione ha permesso di avviare due borse di studio per ricercatori.

Miriam Zacchia e Francesco Trepiccione vivevano rispettivamente negli Stati Uniti e in Francia. Quest’ultimo ha raccontato all’Agenzia Dire: “Svolgevo il post doc a Parigi, nell’ospedale Pompidou, e dalla Campania mi comunicano che una napoletana rimasta anonima – racconta Trepiccione – aveva fatto una grossa elargizione alla divisione di nefrologia della Vanvitelli. Lei aveva avuto problemi di salute in ambito renale risolti dal policlinico Vanvitelli”. Zacchia ha spiegato che “grazie a quella donazione sono stati finanziati i budget per due posti da ricercatore”.

Così i due, che pensavano di continuare la loro carriere all’estero sono diventati ricercatrice e professore associato e lavorano nella clinica nefrologica. “Abbiamo ripagato la signora ottenendo due finanziamenti Theleton importanti e formando ragazzi che si stanno facendo valere”, hanno aggiunto i due.

Antonio Lamorte