“Stanno fioccando le cause contro i medici, accusati di ‘malpractice’, cioè di cattiva condotta nel trattare pazienti affetti da Sars-Cov2”. È quanto lamenta in un’intervista al Corriere della Sera Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano. Da eroi a imputati insomma, appena la pandemia ha ripresentato il conto in una seconda ondata peraltro ampiamente annunciata proprio da studiosi ed esperti. La ‘malpractice’ cui fa riferimento Rossi indica abusi, illeciti, ma soprattutto negligenza. I medici, dunque, vengono in pratica citati per danni. Altro che eroi o martiri – in tutti sono stati 178, secondo la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, a morire per le conseguenze dell’infezione.

A essere sotto accusa, dice Rossi, sono sia i medici di medicina generale che quelli ospedalieri. “Il vero problema è che si sono trovati ad affrontare una malattia completamente nuova, non riportata sui libri di testo, e non sapevano come gestirla: sembrava poco più di un’influenza. Questo nuovo coronavirus era una curiosità per i virologi, poi è diventato il flagello di Dio. Quindi, all’inizio, si andava per tentativi”.

Per chiarire ulteriormente la situazione, e la sua deriva, il Presidente dell’Ordine racconta anche un caso: “Inizio marzo, si brancolava nel buio. Un giovane di 35 anni si rivolge al medico di base con febbre e qualche sintomo respiratorio. Lui gli prescrive le terapie. Poi il paziente si aggrava, finisce in ospedale e, purtroppo, muore per Coronavirus. Ora i familiari chiedono i danni ai medici.

IN LOMBARDIA – Preoccupa la situazione in Lombardia. La cosiddetta seconda ondata è arrivata e la Regione, già la più colpita dal virus a primavera, è di nuovo prima per contagi. Il bollettino di ieri recitava 1.080 nuovi positivi e sei morti (in tutto le vittime sono state 16.994 su oltre 36mila a livello nazionale). Gli attualmente contagiati sono 14.256. Nessuna Regione fa più tamponi: ieri 17.186. Su quest’ultimo punto, le critiche dei pazienti sono rivolte soprattutto alla lentezza della comunicazione degli esiti (i medici di medicina generale possono solo raccogliere le richieste del test). In ritardo anche la campagna anti-influenzale: non disponibili al momento in farmacia, saranno distribuiti nei prossimi giorni ai medici di medicina generale in 30 dosi. Una “quantità ridicola” secondo Carlo Rossi.