Dopo mesi bui in cui la Campania ha affrontato la seconda e terza ondata di Covid con una violenza senza precedenti, si comincia a intravedere uno spiraglio di luce. Entro la metà di giugno la Campania, che dopo la Lombardia è la regione che ha visto più contagi, potrebbe passare in zona bianca. Se tutto procede per il meglio, la regione potrebbe affacciarsi a un’estate più serena con una netta ripresa del turismo fermo ormai da 2 anni. E potrebbe raggiungere il traguardo prima delle previsioni nazionali che vedono l’Italia in zona bianca da luglio.

A rasserenare lo scenario contribuisce anche la rivelazione de Il Mattino sui recenti errori della conta dei contagiati. Il numero degli attualmente positivi è in realtà molto più basso rispetto a quanto riporta il cruscotto ufficiale diffuso dalla Protezione civile nazionale a causa di un ritardo nella cancellazione di circa 56 mila persone guarite e negativizzate a Sars-Cov-2, che è in corso di correzione. Un errore che spiega anche la bassa ospedalizzazione dei contagiati.

A pesare sulle buone prospettive è la bassa incidenza dei nuovi contagiati sulla pressione sanitaria. Venerdì scorso l’incidenza era di 145, un valore poco sotto il limite che definisce la zona arancione a 150. Ma negli ultimi giorni la situazione è molto migliorata arrivando a quota 112. Mantenendo questo ritmo è possibile pensare che nei prossimi monitoraggi del venerdì, 21 e 28 maggio, si possano guadagnare altri punti.

Complice del miglioramento la campagna vaccinale che procede a ritmo ferrato. E ben si spera anche per il preannunciato recupero delle 150mila dosi mancanti nel riparto tra le regioni che consentiranno di allargare alle categorie produttive e alle fasce di età più giovani la campagna di immunizzazione in corso. Si procede a ritmo di 50mila dosi inoculate al giorno e al momento il 32% della popolazione ha ricevuto la prima dose e il 12,5% è stato completamente vaccinato.

Nell’ultima settimana la Campania ha fatto segnare una media di 1.040 casi al giorno contro i 1.320 della settimana precedente, i 1.710 delle due prima e oggi ha ridotto a circa un terzo il dato dei 1.910 di un mese fa. Se poi guardiamo alle corsie ospedaliere ci accorgiamo che i 96 posti di terapia intensiva occupati sono stati raggiunti in un calo piuttosto sostenuto (99 domenica scorsa, 119 una settimana fa, 143 due settimane fa e 146 quattro settimane fa. E negli ultimi due giorni i contagi sono scesi sotto i 600.

Chiude il reparto Covid 4 al Cardarelli

Al calo dei contagi corrisponde anche l’inizio della chiusura dei reparti Covid. Dal 25 maggio sarà archiviato il primo reparto Covid dell’Ospedale Cardarelli, uno di quelli che nei mesi scorsi ha sofferto maggiormente la pressione dei ricoveri. Si tratta del Covid 4. I medici hanno ricevuto la comunicazione ufficiale della decisione dell’Azienda e nei prossimi giorni partiranno con la riorganizzazione del personale negli altri reparti.

Ora c’è un nuovo problema da affrontare: che ne sarà degli infermieri e operatori socio sanitari reclutati appositamente per fronteggiare la pandemia con contratti precari? “Non si sono sottratti alla chiamata e sono stati in prima linea nell’affrontare, senza timori, una emergenza senza precedenti. Come verranno ricompensati per il lavoro svolto con coraggio? Lasciandoli a casa? Speriamo che vengano presto adottate delle soluzioni”, dice uno dei medici del reparto.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.