Gli esperti sono tutti d’accordo, l’Italia che uscirà dall’emergenza Coronavirus non sarà più quella di prima, perché alcune misure ormai diventate familiari in queste settimane rimarranno anche nel prossimo futuro. È il caso delle distanze di sicurezza tra persone, delle mascherine nei luoghi pubblici, dello smart working che diventerà sempre più frequente e della possibilità di dover chiudere nuovamente le scuole in caso di nuovi picchi di contagio.

A giorni è atteso anche il nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che entro giovedì prorogherà il lockdown del Paese, una misura che durerà sicuramente fino a Pasqua, con le ipotesi in ballo che vanno dal 15 al 18 aprile.

Che l’esecutivo sti andando in questa direzione è stato confermato da più ministri, come Francesco Boccia o Roberto Speranza. “Nella riunione del Comitato tecnico scientifico è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua. Il governo si muoverà in questa direzione”, ha detto il ministro della Salute.

Nei giorni successivi potrebbe però essere valutata una prima riapertura di attività imprenditoriali ad oggi non inserite tra quelle essenziali, che dovranno in ogni caso garantire ai lavoratori le distanza di sicurezza e la dotazione dei dispositivi di protezione. Una ipotesi che potrebbe concretizzarsi tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio.

Tra le attività che potranno riprendere la ‘normale’ quotidianità non ci saranno i luoghi dove è maggiore l’affollamento, come bar e ristoranti, discoteche, cinema e teatri, centri benessere e palestre. Gli esperti sentiti dal Governo hanno infatti suggerito di tenere queste attività in fondo alla lista, per loro infatti l’orizzonte della riapertura slitterà ancora.

Così Conte e soci sono ‘stritolati’ tra due fronti: quello economico-sociale, con una crisi che potrebbe rilevarsi devastante per l’economia e per la tenuta del paese con rischi di rivolte soprattutto nel Mezzogiorno, e quello sanitario, con il rischio che una ripresa troppo veloce delle attività possa far ripartire il contagio e provocare nuovi decessi.