Il contagio rallenta ma si va verso una proroga del lockdown che dovrebbe andare oltre il 18 aprile per estendersi fino a maggio. Il bollettino diramato ieri dice che salgono a 11591 i morti in Italia per Coronavirus, con altri 812 decessi nelle ultime 24 ore. I dati forniti da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile segnalano però che ci sono anche 1590 guariti in più rispetto a domenica, per un totale di 14620. Crescono in maniera minore i casi attualmente positivi, che raggiungono un totale di 75528 (+1648, mentre domenica i contagiati erano aumentati di 3815): si trovano in isolamento domiciliare 43752 persone, mentre 27795 sono ricoverate con sintomi e 3981 (+75) in terapia intensiva.

Intanto l’Italia ha superato i 100mila casi totali, arrivando a 101.739 contagiati dall’inizio dell’emergenza. «Stiamo assistendo a dati che, con la sola eccezione dei pazienti deceduti per i quali abbiamo detto che abbiamo bisogno di un intervallo più lungo, vanno nella stessa direzione presa negli ultimi giorni. Continua il calo del numero dei soggetti positivi e quello di coloro che sono ricoverati in terapia intensiva non è più così marcato come a inizio settimana», ha evidenziato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, parlando durante la conferenza stampa alla Protezione Civile.

Anche in Lombardia, “nelle aree di Lodi e Bergamo, si è ridotto il numero di soccorsi richiesti per i casi gravi, arrivando alla metà rispetto” ai dati dell’inizio di marzo. Riguardo l’ipotesi che il picco possa essere raggiunto tra 7-10 giorni, Locatelli ha affermato: «Non è facile fare previsioni sul picco, ci sono varie ipotesi. Io preferisco valorizzare il rallentamento nella crescita degli infetti e della pressione sui pronto soccorso». Nonostante qualche spiraglio di luce (tra questi l’annunciata guarigione di Nicola Zingaretti), il governo però appare molto cauto, stretto tra la necessità di non strangolare l’economia, evitare ritorni di fiamma dell’epidemia, e contenere l’insofferenza crescente degli italiani al lockdown.

Il 28 marzo, primo sabato dal via al decreto legge che stabilisce sanzioni da 400 a 3mila euro per chi viola i divieti di spostamento decisi per contenere il contagio, sono risultate quasi 5mila le persone non in regola, ovvero il doppio del giorno precedente. Così che, in linea con le dichiarazioni di Conte a El Pais sull’allentamento delle misure, che «dovrà essere molto graduale», è atteso per giovedì o venerdì un nuovo Dpcm, che dovrebbe estendere le misure restrittive almeno fino al 18 aprile.

Poi, anche in linea con l’andamento dei contagi e le indicazioni dei virologi, potrebbe scattare una graduale riapertura delle attività in cui non ci sono assembramenti di persone. Ma non si esclude una possibile nuova proroga fino a maggio. Si teme infatti che un parziale allentamento delle misure, potrebbe provocare atteggiamenti irresponsabili in grado di rinfocolare l’epidemia.