Domenica i napoletani andranno al voto per eleggere il nuovo sindaco. Da quando è cominciata la campagna elettorale uno degli auspici più ricorrenti è quello della collaborazione istituzionale. Pensando al futuro, tutti sembrano aspettarsi dal nuovo cittadino un atteggiamento di maggiore coesione istituzionale e per questo tutti parlano di collaborazione tra istituzioni. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca fa di più. Nel consueto monologo del venerdì parla di sintonia. Vuol dire perfetto accordo.

In chi ha memoria di quelli che sono stati i rapporti tra Comune e Regione negli anni della giunta de Magistris, le parole di De Luca suonano come un’autentica rivoluzione. E il monologo, De Luca, lo conclude con la speranza «che a Napoli si chiuda il decennio dell’inconcludenza e si apra una stagione di grande trasformazione urbana». «Spero – afferma – che la campagna amministrativa si chiuda in maniera positiva, che al governo vadano persone concrete, perbene, oneste, persone in grado di concludere le opere in sintonia con la Regione Campania». Aveva aperto il suo discorso parlando del decennio di «ciucciaria al potere» con riferimento agli ultimi anni di governo nazionale, lo conclude con lo stesso riferimento calato sulla realtà locale. Vuole sintonia, De Luca.

Ma cosa intende il governatore per sintonia? Viene da chiederselo dopo aver assistito alla passeggiata per l’inaugurazione del nuovo sistema di videosorveglianza nella zona dei baretti di Chiaia. Alla fine De Luca ha spiazzato tutti, forse anche lo stesso Gaetano Manfredi che gli stava accanto, presentando Antonio De Iesu come più che papabile assessore alla sicurezza di Napoli in caso di vittoria del candidato Manfredi. Singolare, non trovate? Non è usuale che sia il governatore ad indicare la formazione della nuova giunta comunale. Il dettaglio, tutt’altro che secondario, non è sfuggito tanto che Manfredi ha provato a correre ai ripari, ribadendo «l’ho scelto io» senza però risultare del tutto convincente.

La questione non è tanto per la scelta di De Iesu in sé: ex questore e vice capo della polizia, De Iesu è sicuramente una figura istituzionale di valore. Il fatto che il presidente della Campania si sia preso la briga di presentarlo come futuro assessore dell’eventuale esecutivo Manfredi ha una potenza politica molto forte, è già di per sé un indizio del grande cambiamento che auspica De Luca, una rivoluzione, dicevamo, se si pensa che per dieci anni Regione e Comune sono arrivati puntualmente allo scontro sulle questioni più varie, in perenne conflitto anche su come affrontare la pandemia, sulle misure da adottare, le decisioni da prendere. Ora che si guarda al nuovo sindaco di Napoli, cosa intende De Luca per sintonia?

Vorrà scegliere lui anche gli altri assessori della nuova giunta? È vero che in  passato il dialogo tra le istituzioni locali è mancato e a pagarne le conseguenze sono stati i cittadini, ma in questo modo non è che si corre il rischio di passare da un eccesso all’altro e avere un nuovo esecutivo completamente appiattito al volere del presidente della Regione? Siamo sicuri che a Napoli e ai napoletani faccia bene rendere Palazzo San Giacomo una succursale di Palazzo Santa Lucia?

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).