Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto fiscale. Nel corso della seduta, durata poco più di un’ora, il Cdm ha dato il via libera al provvedimento che contiene misure omnibus su cartelle, bonus, reddito di cittadinanza e incidenti sul lavoro. Semaforo verde anche per il rifinanziamento dell’ecobonus auto.

Reddito di cittadinanza

Dopo un lungo braccio di ferro, il Cdm ha disposto duecento milioni di euro in più per il reddito di cittadinanza di qui a dicembre, nonostante l’opposizione dei ministri del centrodestra e Italia viva, che hanno espresso i loro dubbi sulla sostenibilità della misura, in particolare in relazione al fatto che non ci sarebbe l’atteso effetto sul lavoro. Ma il tema tornerà al centro della discussione quando si lavorerà per la legge di bilancio, assicura il premier Mario Draghi.

Dura la condanna della Lega, che denuncia con il decreto fiscale “hanno rifinanziato il Reddito di cittadinanza levando risorse al reddito di emergenza (90 milioni), all’accesso anticipato al pensionamento per lavori faticosi e pesanti (30 milioni), accesso al pensionamento dei lavoratori precoci (40 milioni) e ai congedi parentali (30 milioni)”.

Rinnovo dell’ecobonus

Nuove risorse in arrivo sul fronte degli incentivi auto. Ammonta a 100 milioni di euro lo stanziamento previsto dal decreto per rifinanziare l’ecobonus auto a favore delle vetture meno inquinanti. La misura è stata fortemente voluta dal ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti. La proroga degli incentivi, sarebbe resa necessaria dall’esaurimento delle risorse stanziate finora. Il finanziamento è attivo solamente per le vetture usate, per quelle con emissioni di CO2 tra 61 e 135 mg e per i motocicli. Tuttavia, i fondi messi a disposizione sono inferiori rispetto a quanto previsto dalle prime bozze del dl, dove erano pari a 300 milioni.

Cartelle esattoriali

Concesso più tempo per saldare il conto. Accolte così le richieste delle commissioni Finanze sulla riscossione. La misura prevede che chi riceve una notifica dall’Agenzia delle entrate, dopo un anno e mezzo di stop causa Covid, avrà più tempo per pagare: 150 giorni anziché 60.

Anche chi è decaduto nel periodo Covid potrà essere riammesso alla rateazione e dal 31 ottobre 2021 potrà riprendere a pagare in 18 rate anziché 10 rate. Remissione in termini anche per chi aveva piani relativi alla rottamazione o al saldo e stralcio: avrà tempo fino a fine novembre per saldare le scadenze di quest’anno.

Proroga per la cassa Covid

Booster economico anche per l’indennità di quarantena Covid per circa 800 milioni. Da oggi e fino al 31 dicembre 2021, il periodo che i lavoratori trascorrono in quarantena a causa del coronavirus, con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, “è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto”.

Previsti anche congedi parentali per i lavoratori dipendenti che abbiano il figlio under 14 a casa in quarantena o malato di Covid, con il riconoscimento un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione. Indennità prevista anche se il dipendente ha un figlio con disabilità grave accertata, per cui il beneficio spetta a prescindere dalla sua età.

Fino al 31 dicembre, rifinanziate altre 13 settimane di cassa integrazione con causale Covid, senza contributo addizionale, anche al fine di gestire l’uscita graduale dal blocco dei licenziamenti (in programma per i 31 ottobre) per i lavoratori che fanno parte del settore del terziario, delle piccole imprese, oltre che dei comparti manifatturieri della moda, del tessile e delle calzature. Prorogata di 12 mesi anche l’integrazione salariale dei lavoratori Alitalia.

Stretta sulla sicurezza sul lavoro

Per prevenire gli incidenti sul lavoro arriveranno misure più severe e tempestive: la sospensione dell’attività scatterà in presenza di lavoratori irregolari, con la soglia di lavoro nero che scende dal 20 al 10 per cento rispetto al totale dei lavoratori dell’impresa, o di violazioni alle norme sulla sicurezza con una serie di “casistiche” che consentiranno lo stop immediato (e non più solo in caso di recidiva).

Si procederà anche a potenziare i controlli, con l’accelerazione delle assunzioni all’Ispettorato nazionale del lavoro ma anche per il reclutamento nelle Asl. Circa 2mila unità in più entreranno in servizio già entro fine 2021 e altre mille l’anno prossimo.

In arrivo oltre 2000 assunzioni aggiuntive. Il coordinamento viene affidato all’Ispettorato e arriverà anche la Banca dati unica che esaminerà i database di Inl, Inail, Asl.

 

 

Redazione