Sendi Severini e Jonatham Giaconi erano a Rosignano Marittimo, comune in provincia di Livorno. Hanno denunciato di esser stati vittime di discriminazioni e accuse omofobe per tutta l’estate. Sia nel condominio che nello stabilimento balneare dove avevano deciso di passare la bella stagione, sulla riviera rosignanese. Avevano scelto il Lido del Chioma e hanno alloggiato nel residence poco distante. Lo stabilimento, contattato dal quotidiano La Nazione che ha raccontato la storia, ha espresso solidarietà nei confronti di Sendi e Jonathan. La coppia sta pensando di adire a vie legali.

Severini ha 48 anni, lucchese, imprenditore. Giaconi ha 38 anni, anche lui imprenditore, di origini pratesi. Entrambi impegnati nel settore tessile. È stato il primo a raccontare delle discriminazioni al quotidiano La Nazione. “Sono un uomo di 48 anni e sono stato vittima di bullismo insieme al mio compagno. È successo nel condominio e nello stabilimento balneare. Siamo stati derisi, indicati e presi in giro per tutta l’estate. Ci hanno detto che non abbiamo un comportamento decoroso e che non possiamo passare davanti alla gente tenendoci per la mano e dandoci un bacio perché dà fastidio”.

Il 48enne ha raccontato: “Ci siamo sentiti chiamare ‘finocchi’ e ‘persone vergognose’. Ma noi siamo normali, mica siamo extraterrestri”. Offese che sarebbero andate avanti “tutta l’estate, anche nel condominio vicino dove ha casa mia madre”. Proprio al condominio i due sarebbero stati “avvicinati da uno che vive lì che ci ha detto espressamente che come ci comportiamo gli dà fastidio, noi non facciamo nulla di male ma ci ha detto di abbracciarci, baciarci e tenerci per mano in casa nostra, non davanti a tutti. Ci ha detto anche che ci sarebbe una moltitudine di lettere di polemica contro di noi, ho scritto all’amministratore condominiale per vederle ma ancora non ho saputo nulla”.

Problemi che sarebbero continuati in spiaggia, dove la coppia si è recata per cinque, sei fine settimana estivi, e dove una donna che condivideva l’ombrellone con la coppia ha espresso il suo malumore per la presenza dei due. “La signora che divide l’ombrellone con noi sostiene di non aver mai potuto usufruire dei servizi dello stabilimento, perché c’eravamo io e il mio compagno, in quanto coppia omosessuale, avvezzi a scambiarci effusioni proprio al suo ombrellone. Si è lamentata che io e il mio compagno le abbiamo negato l’accesso all’ombrellone. Siamo scioccati, al mio compagno è venuta la febbre a 38. Pensiamo di agire per vie legali per questa situazione perché credo che siano state lese la nostra onorabilità e la nostra dignità di essere umani. Mai ci era capitata una situazione del genere”.

Non è il primo episodio del genere sulle spiagge. Lo scorso fine luglio, una coppia omosessuale era stata invitata ad allontanarsi da uno stabilimento balneare di Tirrenia. A Pompei, al parco archeologico tra i più importanti del mondo, un dipendente della struttura avrebbe offeso i ragazzi di una crociera gay friendly, come denunciato dall’associazione Pride Vesuvio Raimbow. “Prepariamoci, arriva una nave di ricchioni”, avrebbe esclamato il dipendente senza scusarsi delle sue parole. “Siamo due ragazzi come tanti – ha chiosato Severini parlando ancora della sua vicenda- , non siamo mostri. Ci mettiamo la faccia, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica. Ci spiace che siano state persone adulte e di una certa età a trattarci così e che alcuni non abbiano nemmeno parlato direttamente con noi. Capita ogni tanto che qualche bimbetto faccia una battuta su me e Jonathan, ma vedere gente di quasi settant’anni trattarti così fa male”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.