A pochi giorni dal Pride che ha riempito le strade di Napoli lo scorso fine settimana una vicenda che sta facendo parecchio discutere sull’argomento omofobia. “Non me ne fotte di consensi e di avere più clienti, o di candidarmi in politica per avere voti e fare soldi. Io sono un uomo e non voglio offendere la legge di Gesù Cristo, che ha creato uomo e donna”, si leggeva in una stories pubblicata dal proprietario della pizzeria Del Presidente, pizzeria nota, che ha la sede centrale in via dei Tribunali, nel Centro Storico di Napoli. Un post improvviso, dai toni grotteschi, apparentemente senza cause scatenanti precise,  che in pochi minuti ha provocato un’enorme polemica.

“Non devo essere falso viscido e lecchino dei gay e delle lesbiche: io amo e ringrazio Dio che mi ha creato uomo e questo degrado che voi umani state accettando non lo condivido, quindi per me siete dei pervertiti infelici: volete far sentire gli altri sbagliati e torturare i bambini che vi guardano in tv per strada destabilizzandoli, ma nascondetevi che siete ridicoli per non dire altro”, continuava l’imprenditore Massimiliano Di Caprio in quelle poche righe che associavano l’omosessualità alla pedofilia e che in pochi minuti facevano il giro del web e dei media.

“È vergognoso. Siamo inorriditi da tanto squallore. Denunceremo questo profilo Instagram per queste affermazioni inaccettabili e per la diffusione d’odio e chiediamo a tutti e tutte di non frequentare questa pizzeria. Pronti anche a manifestazioni di protesta fuori la pizzeria stessa nelle prossime ore”, la nota di accusa dell’Antinoo Arcigay Napoli. “Ad una donna che ha risposto alle sue offese, il Di Caprio non ha lesinato affermazioni lesbofobiche, sostenendo che che lui è ‘UOMO UOMO’ mentre la sua interlocutrice, essendo una donna a cui piace ‘la nocchettina’ è repressa ed ha un problema, affermando altresì ‘hai trovato l’uomo che fa per te’ con l’evidente allusione ad eventuali performance sessuali in grado di correggere quanto dal Di Caprio ritenuto sbagliato”.

L’associazione ha invitato chiunque abbia “a cuore i diritti civili e il contrasto a ogni forma di esclusione e pregiudizio, a non frequentare la pizzeria” affinché Di Caprio non si sarà pubblicamente scusato. “Nelle parole usate dall’account della Pizzeria ‘Dal Presidente’ di #Napoli mi indigna l’orgoglio con cui si rivendica un inaccettabile #odio omofobico. In casi come questi, la soluzione è solo una: andare a mangiare la pizza altrove”, ha scritto su Twitter la senatrice Monica Cirinnà, promotrice della legge sulle Unioni Civili in Italia.

 

All’onorevole l’account della Pizzeria replicava negli stessi termini e con lo stesso italiano zoppicante utilizzato nei post precedenti: “Cara Monica pensa quello che vuoi la cosa bella che il tuo pensiero non mi interessa devono vergognarsi i pedofili e quelli che fanno del male io ho solo espresso un pensiero a difesa dei bambini e a me sta più a cuore un bambino che tu che vieni o non vieni a mangiare la mia pizza”.

A chi ha chiesto altre spiegazioni l’imprenditore ha risposto: “Spiegarlo da vicino chiarirebbe tutto, ma rispondere non mi va più: l’unica cosa che posso scrivere è che chi mi conosce sa che ho amici gay, lavoratori gay: non sono omofobo e non porto odio sono stato offeso da un singolo e ho litigato con un singolo tutto qui”. A poco sembra essere servita la mezza marcia indietro – con il ritornello noto: non ho niente contro i gay, ho tanti amici gay – di Di Caprio: su Google, Tripadvisor, Facebook e The Fork si è scatenata una valanga di commenti e recensioni negativi.

Sulla vicenda è intervenuta anche Vladimir Luxuria, showgirl e prima transgender a essere eletta nel Parlamento di uno Stato europeo, che si è indirizzata su Twitter allo stesso Di Caprio: “Indipendentemente dal venire o meno a mangiare la pizza ‘Dal presidente’ a Napoli chiedo solo al proprietario di riflettere a fondo sul livore che dimostra scagliandosi contro gay, lesbiche e trans. Chi è a posto con la propria coscienza e sessualità non cova tanto odio”.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.