E’ sulla guerra in Ucraina che alla fine sono andati a parare Emmanuel Macron e Marine Le Pen, con il primo che ha ricordato i finanziamenti ricevuti dal partito della destra francese da una banca russa per finanziare la campagna elettorale, e la seconda che ha rilanciato un vecchio tweet del 2014 dove sosteneva l’Ucraina libera e non sottomessa a Ue o Russia, dimenticando però altri cinguettii in cui riconosceva l’annessione della Crimea a Mosca. Nel dibattito televisivo, Le Débat, in vista del secondo turno delle presidenziali in Francia, in programma domenica 24 aprile, si è provato a parlare anche di altro ma il presidente uscente ha puntato sugli argomenti caldi del momento, mettendo in difficoltà la candidata rivale.

Il faccia a faccia, durato oltre due ore, è andato in onda su Tf1 e France 2 (e ripreso dalle principali emittenti e piattaforme), moderato dai giornalisti Gilles Bouleau e Le’a Salame’. Al primo turno, il 10 aprile scorso, Macron ha conquistato il 27,8% delle preferenze, mentre Le Pen 23,15%. Il presidente uscente è ora in testa nei sondaggi, con un margine che oscilla fra il 3% e il 13%.

Macron oltre a ricordare i finanziamenti russi ricevuti in passato dal partito di Le Pen (che dal canto suo ha provato a difendersi sostenendo che è stata costretta a chiedere soldi all’esterno perché “non c’era nessuna banca francese disponibile per il prestito”), ha accusato la candidata di destra di voler lasciare l’Unione Europea senza dirlo. Le Pen ha invece promesso di “restituire 150-200 euro al mese per ogni famiglia” dopo essere stuzzicata da Macron che ha denunciato l’assenza della parola “disoccupazione” dal programma elettorale dell’avversaria.

“Siete stata uno dei primi parlamentari a riconoscere l’annessione della Crimea da parte della Russia, e questo perché dipendete dal potere della Russia e di Putin dopo aver contrattato nel 2015 un prestito presso una banca russa mai rimborsato“: la stoccata del presidente francese uscente Macron che ha aggiunto: “Siete sempre stata ambigua sulla questione perché i vostri interessi sono legati a quelli della Russia”. Le Pen oltre al discorso delle banche francesi non disponibili anche perché “al tempo, ovvero nel 2015, era ministro dell’Economia” proprio Macron, ha sottolineato che “stiamo saldando il debito. Lo stiamo facendo mese per mese, ma ci vorrà del tempo. Siamo un partito povero, ma questo non è disonorevole”.

Altro scontro sul tema relativo all’innalzamento dell’età pensionabile, portata da Macron a 65 anni. “Andare in pensione a quell’età è un’ingiustizia assolutamente insopportabile” ha attaccano Le Pen. “L’innalzamento sarà progressivo, l’età pensionabile crescerà di 4 mesi all’anno”, ha replicato Macron.

Alla prima domanda (“Perché lei pensa di essere un miglior presidente per i francesi?“), a rispondere, dopo aver vinto il sorteggio, è stata Le Pen: “Sarò la presidente del rinascimento democratico, sarò anche la presidente del quotidiano. Sarò la presidente del ripristino della concordia fra tutti i francesi, della giustizia, della fratellanza nazionale, della pace civile”. Macron incalza: “Con lei all’Eliseo, la Francia sarebbe il primo Paese a vietare il velo”, in riferimento alla proposta di Le Pen di vietare il velo nello spazio pubblico.

 

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