Lo scorso 11 marzo il Direttore Generale dell’OMS ha diffuso dei dati che, nella settimana in cui abbiamo celebrato la giornata internazionale della donna, ancor di più non possono lasciarci indifferenti. Sebbene il 59% dei decessi per COVID-19 si registri tra gli uomini, le donne stanno soffrendo la pandemia da molteplici punti di vista.

C’è un aumento spaventoso della violenza contro le donne: secondo l’ultimo rapporto dell’OMS si stima che dal 2000 al 2018 oltre 736 milioni di donne – quasi una donna su tre in tutto il mondo – abbiano subito violenza.

Poi una drastica diminuzione dell’accesso ai servizi sanitari, specialmente per quanto riguarda la prevenzione e la cura di malattie non trasmissibili e questo è più che allarmante se considerate, ad esempio, che il cancro al seno ha ormai superato il cancro ai polmoni come il cancro più diagnosticato al mondo.

Non possiamo dimenticare il grande contributo che le donne stanno offrendo nella lotta alla COVID-19 rappresentando il 70% della forza lavoro sanitaria a livello globale. Purtroppo tale numero si scontra con un dato: le donne che ricoprono ruoli di leadership in sanità sono solo il 25%.

Recentemente Francia, OMS e l’organizzazione Women in Global Health hanno siglato un memorandum con l’intento di aumentare la percentuale di donne ai vertici della sanità e dell’assistenza, promuovere la parità di retribuzione, proteggere le donne in ambito sanitario dalle molestie sessuali e dalla violenza sul lavoro e garantire loro condizioni di lavoro sicure e dignitose.

Da anni sono impegnata in prima linea per il miglioramento della condizione femminile e per abbattere schemi e barriere spesso invisibili eppure apparentemente indistruttibili. Per tale ragione nel solco dell’iniziativa avviata in Francia, con tutto lo staff della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile”, non vedo l’ora durante la prossima estate (dal 30 giugno al 3 luglio) di poter avviare partendo da Napoli, la mia città, il progetto Donne totalmente dedicato alla cultura, alla cura e al benessere femminile.

Alla luce dei degli ultimi dati e della necessità di superare la pandemia anche dal punto di vista delle conseguenze sociali che ha generato, credo che dovremo lavorare tutti uniti per invertire la rotta e costruire un futuro migliore per le generazioni future.

Annamaria Colao