Ieri si sono svolti i funerali della regina Elisabetta seconda. Era morta 11 giorni fa e questi 11 giorni sono serviti a iniziare le celebrazioni e a lasciare che giornali, Tv e mass media non parlassero d’altro. Ai funerali hanno partecipato centinaia di capi di Stato, solo Putin è stato escluso e qualche leader arabo si è autoescluso. Gli altri, tutti portati in pulmini all’Abazia di Westminster. Tranne Biden, Macron ed il Presidente israeliano Herzog, che hanno avuto l’onore di potere usare un’auto privata. E in questo modo la nuova araldica ha stabilito che sono loro tre, dopo il Re d’Inghilterra, i leader più importanti del mondo. L’esclusione di Putin ha fatto arrabbiare i russi; i cinesi, da parte loro, hanno mandato solo il vicepresidente, e questo è stato un po’ uno sfregio. Noi abbiamo mandato Mattarella con la figlia. Draghi non è andato, aveva un po’ da fare.

Il cerimoniale è stato perfetto. Non si sa in cosa consistesse la perfezione ma è stato perfetto. E anche la diplomazia ha trionfato. Tanti anni fa, quando Elisabetta negli anni 60 andò a visitare Washington, si pose una questione di etichetta molto complicata. Perché l’etichetta vuole che le signore facciano un lieve inchino davanti alla sovrana. Jacqueline Kennedy, donna orgogliosa, non intendeva sottoporsi al rito. Fu trovato un escamotage. L’incontro avvenne sulle scale, Jaqueline stava su un gradino più alto e non poteva piegare il ginocchio. In questi giorni invece tutti hanno piegato il ginocchio. E ora, infatti, siamo tutti più sereni. Abbiamo un nuovo re, si chiama Carlo, come Carlo Magno. Forse avrà un ruolo minore, rispetto a quello di Carlo Magno, ma sempre re del regno unito è. In serata i funerali sono finiti. God Save the King. Ok. Però ora ricominciamo a parlare di cose serie.