Luca Palamara, ex pm di Roma ed ex numero dell’Associazione nazionale magistrati, incassa due pareri favorevoli a Perugia e Firenze per le inchieste che lo vedono coinvolto. Piercarlo Frabotta, gup di Perugia, ha infatti disposto accertamenti tecnici irripetibili sul contenuto dei 20 file presenti sul server ‘di transito’ Rcs di Napoli e riconducibili all’ex consigliere del Csm.

Controlli che saranno realizzati “al fine di decidere sulla richiesta di perizia avanzata dalla difesa di Luca Palamara”, con la decisione arrivata oggi al termine dell’udienza preliminare in corso nel capoluogo umbro. Termine ultimo per gli accertamenti è il 15 giugno, mentre l’udienza è stata rinviata al 17 dello stesso mese per poter sentire gli esperti della polizia postale incaricati di svolgerli.

Come noto nelle scorse settimane la polizia postale aveva eseguito una ispezione al server di Napoli della Rcs, la società incaricata dai pm di Perugia di svolgere le intercettazioni, su disposizione delle procure di Napoli e Firenze: dai controlli era emerso un contatto dell’8 settembre 2019 dal trojan inserito nel cellulare di Palamara al server di Napoli, nonostante le attività di intercettazioni sull’ex pm di Roma si fossero concluse il 30 maggio.

Per l’avvocato difensore di Palamara, Benedetto Buratti, “ogni accertamento non potrà che confermare quanto già è stato accertato, ossia che questa intercettazione è stata sottratta totalmente al controllo dell’autorità giudiziaria. Noi abbiamo evidenze di file di log e di un funzionamento del trojan anche dopo l’ordine di spegnimento da parte della procura di Perugia. Evidentemente il captatore poteva ricevere comandi di spegnimento e accensione del microfono non solo dalla procura di Perugia e quindi dalla polizia giudiziaria ma probabilmente anche da qualcun altro visto che ha continuato a ricevere impulsi. A questo punto francamente non possiamo escludere nulla. Ora la procura di Firenze e il giudice di Perugia vogliono approfondire e noi ne siamo molto contenti, anche se riteniamo che già ci siano tutti gli elementi per dichiarare tutto inutilizzabile”.

ACCERTAMENTI CHIESTI ANCHE DA FIRENZE – Ulteriori accertamenti irripetibili sul server napoletano della Rcs sono stati disposti anche dal procuratore di Firenze, Luca Turco, nell’ambito dell’indagine in corso nel capoluogo toscano.

Una indagine avviata dopo gli esposti presentati da Palamara e da Cosimo Ferri, deputato di Italia Viva e magistrato in aspettativa. Nel procedimento fiorentino Palamara e Ferri sono parte offesa.

Come riporta l’Ansa il procuratore di Firenze “visto, in particolare, l’esito delle attività di ispezione eseguite” , “rilevato che la polizia giudiziaria delegata ha dato atto di non aver proceduto all’acquisizione delle menzionate tracce” e ritenuto dunque “che occorre procedere ad attività irripetibile diretta ad acquisire copia delle tracce dell’intercettazione telematica disposta dalla procura della Repubblica di Perugia, compreso i file di log” ha disposto che la polizia giudiziaria proceda all’acquisizione di copia delle tracce già individuate.

Non solo. Su richiesta di Turco dovranno anche essere estratti “copia dei file di log di interesse, riferibili al periodo temporale che intercorre dalla data di inoculazione del captatore informatico alla data di esecuzione degli accertamenti tecnici irripetibili“. I nuovi accertamenti saranno eseguiti dagli ufficiali di polizia giudiziaria in servizio presso il Cnaipic della polizia postale.

Redazione