«Il Green pass è una misura necessaria, non abbiamo alternative». Con queste poche parole il presidente Draghi ha aperto e chiuso il Consiglio dei ministri durato tre ore che avvia la Fase 2 della convivenza con la pandemia. Dopo i vaccini – che sono la Fase 1 – arriva questo strumento “indispensabile”, una sorta di “male minore” per andare avanti con la ripresa, le riaperture, uno stile di vita il più possibile normale rispetto al pre pandemia. E così ogni distinguo, resistenza e critica si è dissolta di fronte all’evidenza di una squadra di governo che non ha potuto né voluto sollevare obiezioni.

Chi ha vinto sul Green Pass? La fonte di governo, area tecnica e non politica, ci pensa un po’ su. E poi: «Draghi, al solito. Anzi, però, direi anche Giorgetti». Inteso come Giancarlo, il ministro dello Sviluppo economico, alter ego di Salvini che ancora mercoledì sera metteva in fila una serie di no rispetto al Green Pass obbligatorio per la scuola e per i trasporti. «Iv e Forza Italia soddisfatte – continua la fonte – Tutto sommato, pur tra qualche distinguo, anche Pd, M5s e Leu».

L’ultimo consiglio dei ministri prima di Ferragosto conferma le anticipazioni della vigilia. A mezzanotte entrerà in vigore il Green Pass per ristoranti al chiuso ma anche per spettacoli all’aperto, palestre, piscine e terme senza alcuna delle correzioni richieste dalla Lega salviniana al grido, «il Green pass è discriminatorio, allora mettiamo l’obbligo di vaccinarci o i tamponi gratis». Dal primo di settembre poi entreranno in vigore anche le altre misure decise ieri: obbligo di vaccinazione per il personale scolastico, docente e amministrativi e per gli studenti universitari; la forte raccomandazione per quelli più grandi della scuola dell’obbligo; l’obbligo su treni, aerei e navi sulla lunghe tratte.

Sarà un mese di discussioni, utili ad alimentare la campagna elettorale. Ma la strada è segnata. Sono due i decreti su Green Pass. il primo, approvato il 22 luglio, entra in vigore stanotte e riguarda una prima tranche di misure, ristorazione, tempo libero e strutture sportive, tipiche della stagione. Su questo testo, già alla Camera, la Lega ha presentato circa mille emendamenti. Vedremo che fine faranno. Il secondo decreto è quello approvato ieri e riguarda scuola e trasporti. È rimasto fuori, per ora, il mondo del lavoro: lo hanno chiesto lunedì mattina i sindacati e in effetti si può prendere ancora tempo, almeno fino alla fine di agosto. Quando sarà più chiaro, anche, a che punto è il contagio con la variante Delta. Quello che conta è che i sondaggi dicono che gli italiani in larga maggioranza hanno capito il significato della certificazione verde. «Una misura per difendere la libertà riconquistata a fatica. Un ostacolo a nuove chiusure» per usare le parole del ministro agli Affari regionali Maria Stella Gelmini.

Vediamo prima le misure approvate ieri. La scuola di ogni ordine e grado riaprirà in presenza a settembre con l’obbligo di green pass (quindi vaccinazione e tampone) per tutto il personale, docente, Ata e amministrativo. È stato, questo, un punto dirimente per Italia viva e la ministra Elena Bonetti perché «permette di ripartire in presenza». Per gli studenti trai 12 e i 19 anni è stata prevista «una forte raccomandazione» al vaccino. Infatti sotto i 18 anni non c’è obbligo del Green pass. Nel frattempo partirà una campagna di promozione ad hoc per i più giovani.

Sulla scuola Salvini ha dovuto alla fine accettare il volere della maggioranza. Il tasso di vaccinazione nazionale è alto, circa il 90% del personale è vaccinato. Ma alcune regioni – Calabria, Sicilia, Sardegna, tutte a guida centrodestra – sono molto indietro. E il tempo stringe per avere l’immunizzazione per l’inizio dell’anno scolastico. Decise sanzioni per i professori e il personale scolastico: dopo 5 giorni il rapporto di lavoro è sospeso e stop anche allo stipendio.

È andata meglio al leader della Lega sulla data di entrata in vigore dell’obbligo della certificazione verde su mezzi di trasporto. Salvini aveva chiesto di rinviare almeno al primo settembre per non pregiudicare o creare ulteriori problemi alla stagione turistica che nonostante tutto sta andando bene. E così sarà. Nella speranza che in questo mese il senso di responsabilità prevalga sulle rivalse, sui dubbi e sui timori no pass e non vax e le vaccinazioni, che procedono a botte di 420 mila al giorno, mettano in sicurezza altri 7-8 milioni di persone che si vanno ad aggiungere ai 34 milioni che hanno già completato il ciclo di vaccinazione. Considerando che sono sei milioni i bambini sotto i 12 anni che non possono essere vaccinati, a fine agosto dovrebbero restare circa 12 milioni di italiani senza copertura. Circa il 20% della popolazione. Vicini all’immunità di gregge.

L’obbligo del Green pass è previsto sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza ma non per il trasporto pubblico locale o per altri mezzi che viaggiano all’interno della stessa Regione o anche in due regioni confinanti, sia che siano traghetti che bus di linea. La certificazione sarà invece richiesta per aerei e treni alta velocità, Intercity e per i traghetti extra-regionali. Non sarà richiesto per attraversare lo Stretto. Raggiunto l’accordo anche per quanto riguarda la capienza dei mezzi di trasporto: dovrebbe passare dal 50% all’80% dei posti disponibili, sia nel trasporto pubblico locale che in quello a lunga percorrenza (in zona bianca e gialla). Un’altra “concessione” alle istanze di Salvini riguarda i clienti degli alberghi: non dovranno esibire il pass all’interno dell’hotel (anche perché si spera che lo abbiano già fatto per raggiungere gli hotel o per entrare in Italia).

Un alleggerimento, sponsorizzato dal Cts, riguarda la quarantena: per i vaccinati dovrebbe scendere da dieci a sette giorni. Un’altra decisione, attesa, riguarda il prezzo calmierato dei tamponi. «Se il Green pass è obbligatorio, allora i tamponi devono essere gratuiti» è stato il mantra di una parte della Lega. Anche su questo Salvini ha dovuto fare un passo indietro. Il tampone infatti costerà 8 euro fino a 18 anni e 15 euro per tutti gli altri. Il protocollo, firmato ieri con Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite, è valido fino al 30 settembre. Data in cui il piano vaccinale del commissario Figliuolo conta di raggiungere l’immunità di gregge.

Non sarà facile. Nel giorno per giorno salteranno fuori problemi, contraddizioni, situazioni e “buchi” non previsti. Si tratta di accettare tutto questo con lo spirito di chi sta cercando la strada per la ripartenza senza avere ricette garantite.

Giornalista originaria di Firenze laureata in letteratura italiana con 110 e lode. Vent'anni a Repubblica, nove a L'Unità.