Un sabato trascorso a lavorare, assieme ai ministri competenti, sulle due assolute priorità del Paese: piano vaccini e contrasto al Covid. È così che ha trascorso la giornata di ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi, che domani mattina alle 9:30 porterà nel Consiglio dei ministri il decreto legge che proroga il divieto di spostamenti tra regioni anche gialle, probabilmente fino al 25 marzo. 

Una scelta di fatto obbligata perché la presenza delle varianti del virus nel Paese fa paura, l’indice Rt nazionale sfiora l’1, superandolo in diverse regioni, e l’indicazione di tenere chiusi i confini regionali è arrivata a gran voce anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. 

Draghi sta gettando le basi anche per il prossimo Dpcm in scadenza il 5 marzo, che dovrà stabilire le nuove regole di contenimento del virus. Secondo un retroscena del Corriere della Sera, dai primi colloqui tra Mario Draghi e i ministri sarebbe emersa la preoccupazione del premier per una terza ondata dal Coronavirus, quindi una linea di “rigore assoluto” senza però penalizzare le attività produttive: spetterà proprio a Draghi trovare un punto tra le due posizioni, tra la tutela della salute e la volontà di non danneggiare ulteriormente il tessuto economico italiano. 

Per questo l’ipotesi è che il governo Draghi non cancellerà il sistema della divisione delle regioni in fasce di rischio, ma con un cambio di passo chiesto dalle stesse Regioni. I governatori chiedono maggiore trasparenza nelle scelte dell’esecutivo: per Luca Zaia, presidente del Veneto, “i parametri non funzionano, le ordinanze restrittive devono scattare in automatico”, mentre c’è chi si lamenta di avere numeri migliori di altre regioni e di stare in fasce con maggiori restrizioni, come il governatore toscano Eugenio Giani.

Altra cosa certa è la bocciatura da parte delle Regioni di una zona zona arancione nazionale per far ‘crollare’ i numeri del virus: al contrario si potrebbe correggere il modello dei tre colori per agire a livello provinciale e comunale, con mini zone rosse da attivare dove ci sono i focolai e nei Comuni limitrofi.

Le Regioni e le Province autonome chiedono al Governo invece dati oggettivi e criteri semplici, che evitino il più possibile cambi continui di colori e restrizioni.

Il premier Draghi ha quindi convocato un incontro con i governatori per discutere le misure del decreto legge  alle 19 di oggi in vista del Consiglio dei ministri di domattina, oltre a iniziare a mettere a punto le norme da inserire nel prossimo Dpcm. L’incontro in videoconferenza vedrà il neo ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini rappresentare l’esecutivo.

E quale sia l’obiettivo di Matteo Salvini, tornato al governo con la Lega nella nuova compagine a guida Draghi, lo chiarisce oggi il leader della Lega che va all’attacco del piano vaccinale dell’esecutivo Conte chiedendo la ‘testa’ del commissario all’ermergenza Domenico Arcuri: “Mi aspetto un piano vaccinale serio e rapido, con il licenziamento di Arcuri che ha fallito, e un progressivo ritorno alla vita, con la riapertura nelle prossime settimane di tante attività (ristoranti la sera e palestre, teatri e attività sportive)”, spiega ad Affaritaliani.it . “Basta con gli annunci che seminano paura rimettiamo al centro salute e lavoro, libertà e vita”, ribadisce il segretario del Carroccio.