Saranno i dati sui contagi a stabilire il cambio dei colori delle regioni per altre due settimane. Ma dietro ai numeri va in scena il confronto tra governo e presidenti delle regioni. E per la prima volta sarà Draghi a scendere in campo nel dibattito.

L’esecutivo di Draghi potrebbe convocare oggi stesso un vertice sul Covid: l’obiettivo è quello di convincere i governatori delle regioni in bilico a passare in arancione anche se nei loro territori sono appena sotto la soglia dell’indice Rt1 che fa scattare la fascia. Il senso è quello di evitare che regioni in fascia gialla possano passare direttamente alla rossa nel giro di una settimana.

Rimangono in bilico tra giallo e arancione la Lombardia, il Lazio, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, le Marche, la Campania e l’Emilia Romagna. Mentre l’Abruzzo, che è arancione ma ha già messo in lockdown le province di Pescara e Chieti, sembra destinata a diventare rossa. Il presidente Marco Marsilio è contrario, assicura che l’Rt è sceso da 1.22 a 1.17 e spera nulla cambi.

Ma le varianti continuano a dilagare e a preoccupare. Si sono allargate le zonde dei minilockdown e l’Istituto Superiore di sanità ha avviato un’indagine più approfondita per capire quali sono le zone più colpite e a rischio. I governatori sanno bene che rimanere in zona gialla con bar e ristoranti aperti e libertà di circolazione significa che il virus può propagarsi più liberamente ma preoccupa il danno economico che questo può portare.

Lo sa bene anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana: “Spero proprio di non andare in arancione, lo spero e mi auguro che non si verifichi questa situazione. Come ogni venerdì ci confronteremo con il Cts”. Il governatore leghista chiede agli scienziati di anticipare la decisione “perché i dati li hanno martedì”. Poi l’ammissione che la fascia gialla accelera la salita della curva: “Purtroppo è un dato di fatto acquisito che con le chiusure i dati migliorano, con le aperture più larghe i dati peggiorano”.

Le buone notizie arrivano dalla Valle d’Aosta, che potrebbe essere la prima regione a entrare in zona bianca. È l’isola felice, il luogo dove la vita potrebbe tronare davvero normale, sia pur con mascherine e distanziamento.