L’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, ha aggiornato la mappa di rischio per il coronavirus. In rosso scuro restano Umbria e province autonome di Trento e Bolzano, le uniche zone in Italia dove il rischio è considerato al livello massimo a causa della presenza delle varianti e dove si registrano 500 casi positivi ogni 100mila abitanti nei precedenti 15 giorni.

Per il nostro Paese la situazione è quasi invariata rispetto alla scorsa settimana: solo la Sardegna diventa arancione, quindi con rischio più basso, ed è l’unica regione italiana insieme con la Valle d’Aosta di questo colore. Il resto della penisola è rosso.

In rosso scuro resta anche gran parte della Spagna, l’intero Portogallo, il sud della Francia, parte della Slovenia, la Repubblica Ceca, alcune zone di Slovacchia e Germania, oltre a Lettonia, Estonia, sud della Svezia.

I COLORI DEL MINISTERO DELLA SALUTE – Intanto è attesa per domani, venerdì 19 febbraio, l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza sui nuovi colori delle regioni.

Oggi le regioni invieranno i dati (contagi, indice Rt, percentuale posti letto occupati in terapia intensiva) con la cabina di regia di ministero e Istituto Superiore di Sanità che li analizzerà nelle prossime ore prima di varare la nuova mappa a colori dell’Italia.

Secondo l’ultimo report dell’Iss, la variante inglese è stata identificata nell’88% delle Regioni (e Province Autonome) partecipanti all’indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità lo scorso 4-5 febbraio” ma “le stime di prevalenza regionale risultano però molto diversificate, con stime comprese tra 0% e 59%. La prevalenza nazionale è pari a 17,8%” sottolinea l’Istituto superiore di sanità.

A preoccupare però è anche la variante sudafricana trovata nell’area di Bolzano e quella brasiliana rilevata in Umbria, dove sono già scattate alcune micro-aree rosse, e Toscana.

ITALIA ARANCIONE – Nell’ordinanza che Speranza firmerà venerdì 19 febbraio la maggior parte delle regioni passerà in zona arancione. Ad aggiungersi infatti a Basilicata, Molise, Liguria, Umbria, Provincia autonoma di Trento e Provincia autonoma di Bolzano dovrebbero essere Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte.

La Campania dovrebbe restare in giallo così come la Lombardia dove alcuni piccoli comuni sono passati in zona rossa. La Valle d’Aosta ha numeri rassicuranti ma difficilmente verrà collocata in zona bianca.

Delicata infine la situazione dell’Abruzzo dove ci sono già due province in zona rossa (Pescara e Chieti) e dove l’indice Rt è vicino a 1.25 e gli ospedali sono quasi allo stremo. La regione guidata da Marco Marsilio rischia di passare in zona rossa così come l’Umbria.

I COMUNI IN ZONA ROSSA 

LOMBARDIA – In Lombardia quattro comuni rossi fino al 24 febbraio a causa della diffusione delle varianti covid: una nel Bresciano, a Castrezzato, una nel Varesotto, a Viggiù, una nel Pavese, a Mede, e l’ultima a Bollate, alle porte di Milano.

MARCHE – Nelle Marche fino alle 24 di sabato 20 sono limitati gli spostamenti da e per la provincia di Ancona.

ABRUZZO – Restrizioni per le province di Chieti e Pescara, in zona rossa.

LAZIO – Dal 15 febbraio, e per 14 giorni, è in zona rossa Roccagorga, paese di circa 4mila abitanti in provincia di Latina.

UMBRIA – Dal 7 febbraio tutta la provincia di Perugia e sei piccoli comuni del Ternano (Lugnano in Teverina, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Amelia, San Venanzo e Montegabbione) sono in zona rossa

MOLISE – Dall’8 febbraio 28 comuni del Basso Molise sono in zona rossa. L’ambito è quello del distretto sanitario di Termoli