Un caso su quattro in Campania è associato alla variante inglese del coronavirus, una forma più aggressiva e con una letalità molto più alta. Questo l’esito di una indagine mirata per l’analisi dell’aumento dei campioni positivi registrati in Campania nelle ultime settimane, in relazione alle possibili varianti del virus.

Lo studio di sorveglianza epidemiologica, condotto da Istituto Zooprofilattico, Tigem e Cotugno, prende in esame la diffusione territoriale del contagio attraverso il campionamento dei casi positivi, e ha già verificato che la percentuale di incidenza della cosiddetta “variante inglese” in Campania, in media con quella nazionale, è attestata al 25%. Un caso su quattro.

L’invito dell’Unità di Crisi è quello di “mantenere altissima la guardia”, invitando le forze dell’ordine e il personale sanitario “a un lavoro ancora più intenso di controllo sui territori e sui contatti diretti dei positivi con variante inglese”.

“E’ in atto un’azione di monitoraggio costante sulla diffusione di varianti, ed è ancora più urgente che vi siano a disposizione i vaccini necessari per continuare in maniera sempre più massiccia la campagna di vaccinazione in corso” conclude la nota inviata dalla Protezione Civile.

Intanto sulle polemiche relative al lockdown chiesto da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, e da Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova e fautore di quello che era stato definito il “modello Veneto” nella prima ondata del coronavirus nel 2020, interviene Maurizio Di Mauro, direttore dell’Azienda ospedaliera dei Colli che comprende Cotugno (centro di riferimento regionale per l’emergenza covid-19), il Monaldi e il Cto.

“Un lockdown significa fermare di nuovo tutte le attività e questa parziale ripresa economica, dall’altra parte c’è un incremento dei contagi con una recrudescenza della patologia” ha dichiarato nel corso della trasmissione “Barba e capelli” condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia. “Sono un po’ stanco di andare dietro a questi diktat – prosegue – perché ci deve essere senso di responsabilità dei cittadini. Purtroppo c’è uno scarsissimo controllo e nonostante ordinanza del presidente De Luca, le strade sono piene di persone. Speriamo di evitare la chiusura, gli ospedali non sono in una situazione critica ma siamo pronti a fronteggiare questa eventualità”.

Sulla pressione ospedaliera Di Mauro chiarisce: “Gli ospedali reggono all’impatto e ai numeri nonostante la pressione del pronto soccorso: abbiamo posti in terapia intensiva e nonostante la subintensiva piena di casi complessi. Con la Protezione Civile abbiamo dovuto proteggere operatori e degenti, reggiamo bene e siamo pronti a continuare questa battaglia“.