Aveva studiato filosofia ed era diventato professore ma una serie di viaggi in Cina gli cambiarono la vita. Abimael Guzmán tornò in Perù e fondò il Partito Comunista del Perù, Sendero Luminioso, del quale divenne leader incontrastato. La Commissione per la verità e la riconciliazione peruviana lo ha considerato responsabile morale e materiale della morte di circa 70mila persone tra il 1980 e il 2000. Il “Camarada Gonzalo” è morto stamattina, a 86 anni, a 29 dalla sua cattura. “Il leader terrorista Abimael Guzman, responsabile della perdita di innumerevoli vite dei nostri compatrioti, è morto – ha scritto il Presidente del Perù Pedro Castillo su Twitter – La nostra posizione di condanna del terrorismo è ferma e incrollabile. Solo in democrazia costruiremo un Perù di giustizia e sviluppo per il nostro popolo”.

Il leader della guerriglia era stato arrestato il 12 settembre 1992. Fu condannato all’ergastolo per terrorismo ed era rinchiuso nella prigione di massima sicurezza nella base navale di El Callao, alla periferia di Lima. “Il dottor Abimael Guzmán è morto, la Marina ha informato sua moglie Elena Yparragurre”, ha riferito ai media peruviani il suo avvocato Alfredo Crespo. Era stata avanzata negli ultimi anni la proposta di perdonare e liberare il “Camarada” con altri leader di Sendero Luminoso; un’idea che non aveva mai trovato credito presso l’opinione pubblica.

Guzmán era nato a Mollendo, nel dipartimento di Arequipa, il 3 dicembre 1934. Aveva studiato filosofia in gioventù fino a diventare professore. Durante alcuni viaggi in Cina l’illuminazione e la fondazione di Sendero Luminoso, il Partito Comunista del Perù, nel 1970. A ispirarlo anche le idee dei Khmer Rossi della Cambogia. Era convinto di poter portare l’ideologia maoista nel Paese sudamericano attraverso una lotta di classe violenta e sanguinaria. A partire dal 1980 il Paese cadde in un vortice di violenza: sequestri, rapimenti, uccisioni, esecuzioni, attentati esplosivi. E Guzman era diventato l’uomo più ricercato del Perù. La condanna all’ergastolo arrivò nel 2006.

Non meglio specificate “complicazioni di salute” hanno messo fine alla sua vita, proprio alla vigilia del giorno in cui, 29 anni fa, fu catturato. Il leader “senderista” aveva comunque sofferto ed era stato ricoverato in ospedale e dimesso lo scorso agosto. Le sue condizioni sarebbero peggiorate negli ultimi due giorni, secondo quanto spiegato alla radio Rpp da Susana Silva, capo del sistema carcerario peruviano. Per qualche tempo il “Camarada” aveva anche rifiutato il cibo.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.