Il commento
Ebrei, il Corriere della Sera parla di “odio naturale”: il giornale che fa razza
“Genocidio di Gaza”, “Strage degli innocenti bambini”, “Metodi dell’esercito israeliano per sterminare la popolazione palestinese”, ed infine “intelligenza artificiale ma anche orrendo odio naturale”. Poi il bollino incalzante: da vedere.
Due ebrei israeliani, Yuval Abraham e Rachel Szor, intervistano di notte sui tetti di Tel Aviv militari israeliani anonimi, c’è da fidarsi, come no. Il film esiste e può piacere, si può applaudire come in enfasi fantozziana, o si può smontare, contestare e chiamarlo propaganda. Quello che un quotidiano nazionale non può fare è copiare le tesi del documentario e spacciarle per fatti, aggiungendo la gemma: l’odio è “naturale”. Naturale. Non politico. Non militare. Non il prodotto di una guerra iniziata con un massacro. Naturale: come se lo sterminio fosse un tratto del sangue. A quel punto non state recensendo un film: state spiegando al lettore che cosa sono gli ebrei. Un caporedattore che lascia passare “sterminare la popolazione” in una riga di servizio o non legge, o legge e firma. Nel primo caso è un incompetente. Nel secondo è un complice. La “terza via” in questo caso non c’è.
Il Corriere ha già fatto questa prova, nel 1938, quando in prima pagina si festeggiavano le leggi razziali e la direzione non “si accorgeva” dell’enfasi. Allora era la genuflessione al regime. Oggi è solo gusto. Stesso riflesso: prendere un ebreo che accusa altri ebrei e usarlo per dire che l’orrore è nella natura, non nella storia. Si può odiare Netanyahu, detestare Gaza, credere a ogni virgola di NAZA. Resta una cosa sola: un giornale che scrive “odio naturale” non sta facendo informazione: sta facendo razza. E se nessuno in via Solferino ha alzato la mano, non è un refuso. È il giornale.

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