Buone notizie all’orizzonte (per chi dovrà fare benzina): scattano gli sconti carburante per almeno un mese decisi da Eni, con prezzi che scendono a poco sotto i 2 euro per la benzina e a 2,19 euro al litro per il diesel. Una notizia che ha portato il buonumore tra gli automobilisti italiani (dando un po’ di respiro ai loro portafogli): l’immagine che ne emerge è quella di grandi code ai distributori in quasi tutte le città d’Italia.

Un atto di responsabilità

Parole di apprezzamento arrivano dalla Cisl e dalla sua segretaria generale, Daniela Fumarola, che definisce l’iniziativa “un atto di responsabilità nei confronti delle famiglie e dei lavoratori”. Fumarola richiama però l’attenzione su una novità che potrebbe alleviare la disperazione degli automobilisti: l’introduzione di un tetto dinamico per tutti gli operatori, prendendo spunto da Paesi come Belgio e Lussemburgo. Ma la segretaria della Cisl non si ferma affatto qui; suggerisce infatti un criterio “redistributivo”: l’extragettito IVA dovrebbe andare alle famiglie più bisognose perché, sottolinea, alcuni la coda ai distributori non la vedono neanche, non avendo mai posseduto un’automobile.

Le reazioni

Potevano mancare le reazioni da parte delle barricadere opposizioni? Ovviamente no. Da Giuseppe Conte arriva una parziale soddisfazione per la decisione di Eni, anche se l’ex premier afferma che manchi totalmente una strategia energetica nel nostro Paese. Ad accodarsi a “Giuseppi” c’è anche il “green” Bonelli di Avs, che propone un tetto fisso: 1,70 euro per il gasolio e 1,60 per la benzina. Ma l’effetto domino, come era del tutto prevedibile, non si è fatto attendere a lungo. A stretto giro dalla mossa del cane a sei zampe è arrivata infatti la contromossa di IP: il gruppo ha deciso di accodarsi al calmiere, annunciando una riduzione dei prezzi su tutta la propria rete distributiva in Italia. Non solo: dai vertici della società si fa sapere che si sta studiando persino l’estensione del meccanismo di sconto alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori privati e indipendenti della propria filiera.

Tassare gli extraprofitti

Insomma, improvvisamente i giganti del petrolio si piegano alle spietate leggi della concorrenza: lasciare ad Eni il monopolio assoluto delle code ai distributori avrebbe significato regalarle fette di fatturato enormi. C’è poi chi maligna che dietro tanta generosità aziendale ci sia soprattutto il terrore di un imminente intervento del governo per tassare gli extraprofitti: meglio rinunciare a un pezzetto di margine industriale oggi che farsi sforbiciare i bilanci dal fisco domani. Altro che il neorealismo di Ladri di biciclette, dove ci si metteva in fila per una bicicletta con cui andare a lavorare. Oggi i tempi cambiano e il quadro si aggiorna: l’automobile è il vero bene di prima necessità e la fila si sposta, senza troppi drammi ma con pragmatismo tutto italiano, direttamente al self-service.

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Classe 2002, riformista per scelta e cattolica per formazione, nel solco di maestri come Sturzo, De Gasperi e La Pira. Ho fondato Orizzonte Giuridico, un’officina di pensiero nata per rimettere la cultura del diritto al centro del dibattito pubblico. Mi divido costantemente tra l’Italia e l’Albania, con tre chiodi fissi: il Diritto Costituzionale, i sistemi elettorali e le stanze del Vaticano.