LORO di Roberto Cotroneo è un romanzo che sarebbe piaciuto a Umberto Eco. Lo avrebbe divertito e meravigliato per il numero di contaminazioni, suggestioni, rimandi e ammiccamenti che l’autore ha usato nel libro che si possono ricondurre a Il nome della rosa. Innanzitutto la villa dove si muovono i protagonisti è nella struttura l’opposto della biblioteca teatro del romanzo di Eco: le pareti di vetro (“Una casa lunga, bassa, a un piano, che in realtà erano due, perché il soppalco era un piano superiore, di finestre e oblò che permettevano di inquadrare punti precisi della campagna.

LO SCENARIO

Una villa spettacolare considerato che da uno degli oblò della casa si poteva vedere la cupola di San Pietro, sopra la luce sospesa di Roma) da dove l’esterno è sempre visibile fanno da controaltare al labirinto impenetrabile che nasconde i manoscritti e cela il Sapere. Ma prima di quello c’è il doppio salto mortale del manoscritto ritrovato vergato dalla protagonista della storia, un rafforzativo della narrazione in prima persona da tenere sottocchio perché si rivelerà la porta dell’abisso nietzschiano varcata dal lettore senza rendersene conto, una abbacinante lanterna magica capace di generare una fantasmagoria di trame. Un filtro in grado di schermare dall’orrore degli eventi solo in maniera apparente, come quei soggetti che negli Anni Sessanta si facevano ritrarre assistere  le esplosioni nucleari a pochi chilometri comodamente seduti inforcando un paio di occhiali da sole all’ultima moda. In una residenza sui generis, quindi, la protagonista dovrà occuparsi di due gemelline, Lucrezia e Lavinia, tanto perfette e uguali da risultare difficilmente riconoscibili in alcuni momenti ai genitori stessi. Altro sarebbe ingiusto dire circa la trama perché il suo dipanarsi proprio quando sembra di mostrare al lettore la strada che vuole imboccare stupisce, sbaraglia, crea una possibilità che sfugge a ogni ipotesi preventiva.Le gemelle sono una immagine riflessa da uno specchio che riflette un’immagine “uguale ma differente” nell’opera di Cotroneo. Hanno un legame indissolubile come il bene e il male, la luce e l’ombra che non potrebbe esistere in mancanza della prima.

Roberto Cotroneo

A CARTE SCOPERTE

L’autore gioca a carte apparentemente scoperte ma approssimandosi all’effrazione di un volume simile tutte le strategie si rivelano inefficaci. Leggerlo significa accettare di essere precipitati in un pozzo senza fondo senza essersi accorti di averlo scavato da soli, lo scrittore ha solo acceso la luce.

Roberto Cotroneo
LORO

NERI POZZA EDITORE

Patrizio J. Macci