Prima i trenta ragazzi, tutti ventenni, risultati positivi al Covid-19 dopo aver partecipato a un concerto all’aperto in un locale di Roma su cui incombe l’incognita della temuta variante Delta. Poi i festeggiamenti per la semifinale Italia-Spagna che cominciano a presentare il conto. Sono infatti una quindicina i ragazzi di Ostia positivi, anche loro tutti ventenni, che sono stati individuati ieri dalla Asl Roma3. Dopo la prima analisi epidemiologica, l’origine sembra essere proprio la festa dopo le ultime vittorie degli azzurri agli Europei. E ancora i tre giornalisti contagiati nella comitiva al seguito della nazionale azzurra. Tra loro c’è anche Alberto Rimedio, voce Rai delle partite degli azzurri, che dovrà essere sostituito per la finale di domenica prossima a Wembley (probabilmente da Stefano Bizzotto).

Un pasticcio che non trova pace, infine, l’idea lanciata all’indomani della semifinale contro la Spagna, dalla sindaca Virginia Raggi. L’opportunità ghiotta di allestire un maxi schermo all’interno dello stadio Olimpico per fare assistere alla finale contro l’Inghilterra migliaia di tifosi “in sicurezza e con il 20% della capienza” era a un passo dalla riuscita. Le prime difficoltà si erano viste nel corso della prima riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico convocato dal prefetto Matteo Piantedosi giovedì pomeriggio. Il primo ostacolo è l’Uefa stesso che ha ancora la disponibilità dell’impianto dopo i match degli Europei, poi l’incontro fino a tarda sera con le forze dell’ordine che aspettavano di visionare il piano degli accessi e della security interna, solitamente affidata agli steward. Infine l’aggiornamento definitivo: domani i cancelli dell’Olimpico rimarranno chiusi.

Ha pesato sicuramente l’incubo dei contagi. L’ordinanza regionale prevede massimo mille spettatori per gli eventi di pubblico spettacolo all’aperto, consentendone al massimo altri cinquecento, perché quella a cui avrebbero assistito gli spettatori non sarebbe stata una gara sportiva ma una semplice proiezione sul maxi schermo. Ostacolo che si era pensato di aggirare considerando ogni settore dell’Olimpico come una parte a sé stante e quindi in grado di offrire 1500 posti ciascuna. Nemmeno per sogno, respinto al mittente, e aprire l’Olimpico per 1500 in totale non avrebbe avuto più senso.

Gianni Emili