Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella volerà domenica a Londra, allo stadio di Wembley, per assistere alla fine dell’Europe che vede contrapposta l’Italia ai padroni di casa inglesi. Una decisione arrivata oggi dopo alcune consultazioni in merito alle questioni sanitarie, dato che nel Regno Unito la variante Delta sta dilagando, per fortuna senza provocare un imponente aumento di decessi.

Il ‘derby’, se così possiamo chiamarlo, tra le autorità che avrebbero dovuto rappresentarci in tribuna domenica sera è stato vinto da Mattarella. Resterà a Roma Mario Draghi, scelta che farà sicuramente piacere a Boris Johnson: il premier inglese non aveva gradito, per usare un eufemismo, la proposta del presidente del Consiglio italiano di spostare le fasi finale dell’Europeo da Londra a causa dell’avanzare della variante Delta.

Gli azzurri di Mancini sperano ovviamente che Mattarella possa agire da ‘talismano’, come lo erano stati nel 1982 Sandro Pertini e nel 2006 Giorgio Napolitano. Di Pertini resta ancora oggi impressa nella memoria collettiva, anche di chi in quegli anni non c’era, l’esultanza per la vittoria nella finale dei Mondiali in Spagna contro la Germania.

Napolitano invece nel 2006 era a Berlino quando, il 9 luglio, la Nazionale di Lippi conquistò il quarto titolo superando la Francia ai rigori, accompagnato dalla ministra per lo Sport Giovanna Melandri.

Compito più sfortunato invece per Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2000 dovette consolare gli Azzurri sconfitti nella finale degli Europei dalla Francia nello stadio olandese di Rotterdam, scendendo di persona negli spogliatoi dopo la sconfitta al Golden Gol e nominandoli poi Cavalieri della Repubblica una volta rientrati in Italia.

Poco fortunato anche l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, che nel 2014 dovette assistere all’ultima finale della Nazionale, quella dell’Europeo 2012 in Ucraina, a Kyev, con l’Italia travolta da quatto reti messe a segno dalla Spagna.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.