Non solo amministrative e referendum sulla giustizia. È una domenica all’insegna delle urne non solo in Italia ma anche nella vicina Francia, dove oggi si vota per il primo turno delle elezioni legislative, per rinnovare dunque l’Assemblea nazionale.

Per Emmanuel Macron, fresco di riconferma all’Eliseo per un secondo mandato, queste elezioni sono una sfida fondamentale perché secondo molti analisti rischia di non ottenere la maggioranza assoluta di 289 seggi con la sua coalizione Ensemble!, formata assieme al Movimento Democratico. Attualmente la coalizione può contare su 341 voti.

Il presidente rischia insomma di ritrovarsi in uno scenario di “cohabitation”, quando il presidente della Repubblica e il capo del governo appartenessero a partiti diversi. L’altro protagonista di questo voto è infatti Jean-Luc Mélenchon, l’esponente della sinistra che guida l’alleanza composta da sinistra, verdi, comunisti e socialisti, uniti sotto il nome di NUPES (Nouvelle Union populaire écologique et sociale).

L’ultima “cohabitation” in Francia risale al periodo 1997-2002, quando il presidente era Jacques Chirac, leader del centrodestra, e il primo ministro era Lionel Jospin, capo del Partito Socialista.

Uno scenario che ovviamente Macron vuole assolutamente evitare: in caso contrario dovrà trattare per i prossimi anni con le altre forze politiche per far passare le sue riforme. Pur essendo una repubblica presidenziale, l’inquilino dell’Eliseo ha comunque bisogno di una maggioranza all’Assemblea Nazionale, il parlamento, per far passare le riforme più complicate.

I sondaggi danno Ensemble! In testa, ma il rischio per Macron è di non raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi. ‘Colpa’ appunto delle stime molto alte di NUPES, che potrebbe ottenere tra i 160 e i 200 seggi, abbastanza per impedire a Macron un successo pieno. Mélenchon ha puntato moltissimo su queste elezioni legislative: già prima del ballottaggio delle presidenziali tra Macron e Le Pen (la sua sinistra era arrivata terza col 22%), Mélenchon si era rivolto ai francesi affinché lo eleggessero primo ministro. Più defilati invece i due leader di estrema destra Marine Le Pen ed Éric Zemmour, che pur avendo lo stesso elettorato si presentano separati. 

Quanto al sistema di voto, i 577 membri dell’Assemblea nazionale sono eletti in collegi uninominali con un doppio turno: in ogni collegio può dunque vincere un solo candidato, già al primo turno se ottiene il 50 per cento più uno dei voti espressi da almeno il 25 per cento degli elettori. Il secondo turno, previsto il 19 giugno, si svolgerà nelle circoscrizioni che non avranno eletto un candidato al primo turno.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.