«Questo decreto che dichiara i nostri porti non sicuri è un errore enorme», dice al Rifomista Nicola Fratoianni. Il deputato pisano, nato con Rifondazione e poi cresciuto con Nichi Vendola in Sel, è oggi Portavoce nazionale di Sinistra Italiana, uno dei tre soggetti (insieme con Articolo Uno e Possibile) che ha dato vita al gruppo parlamentare di Liberi e Uguali, di cui è espressione al governo il ministro della Salute, Roberto Speranza. È proprio quella firma, apposta dal ministro più a sinistra al governo degli ultimi anni, sul decreto che sbarra i porti agli sbarchi dei migranti, a far inalberare Fratoianni. «È un errore sul piano umano, materiale e politico. Non si può dire che siamo davanti a una emergenza-sbarchi».

Ma di fronte all’emergenza Covid, sì.
Sì, e servono certamente protocolli diversi, so bene quanto la comunità costiera sia oggi particolarmente vulnerabile. Lo dico subito: ho la tutela della salute come priorità, ma vanno trovate altre soluzioni.

Siamo in una fase convulsa, le soluzioni si studiano di corsa.
Siamo in uno tsunami imprevisto e imprevedibile. E difatti si fanno errori. Questo è uno di quelli. È un decreto che sospende la definizione di porto sicuro: dal punto di vista di chi rischia la vita in mare, dice che non si può sbarcare per un rischio sanitario, con l’unico effetto di moltiplicare il rischio per la vita di chi l’ha messa in gioco, in mare.

D’altronde i Decreti Salvini sono ancora lì.
I decreti di Salvini sono ancora lì perché non abbiamo fatto in tempo a cancellarli. E anche questo è stato un errore. Abbiamo aperto la discussione con i partner di maggioranza a gennaio, le verifiche miravano a cancellare il decreto ma sono state sospese, travolte anch’esse dal coronavirus.

Il paradosso è che il governo più a sinistra degli ultimi anni realizza il progetto del centrodestra.
L’emergenza Covid-19 sta assorbendo tutta l’attenzione a discapito di una corretta ragionevolezza. Se in città avviene un brutto incidente si inviano subito le ambulanze, o no? Sì, anche se c’è il coronavirus. Non si sospende l’assistenza sanitaria preesistente. E se in mare si rovescia una delle carrette che lo attraversano, non si deve prestare soccorso, come abbiamo sempre fatto?

Con i caveat della crisi. Qual è la soluzione che indica?
Va prestato soccorso, adottando protocolli specifici. O si è in grado di farlo a terra oppure è possibile garantirlo sulle navi. Su navi più sicure di quelle che operano il salvataggio. A bordo di grandi navi, ma in condizioni di sicurezza, vengano espletate le quarantene e le verifiche sanitarie ai migranti. Se e quando le persone soccorse sono in grado di sbarcare, a insindacabile giudizio dei sanitari, vengano instradate nel flusso di ripartizione che l’Europa ha il dovere di rispettare.

Salvini obietterebbe che non bastano i medici per gli Italiani.
Salvini ha finito gli argomenti. Ha sempre dichiarato che l’unica sciagura sono i migranti. Ora è in difficoltà perché questo virus lo hanno diffuso gli uomini d’affari con i viaggi in aereo.

Cosa dice al suo compagno di schieramento politico, Speranza?
Che ha sbagliato. Lo dico senza imbarazzo. Glielo ho detto personalmente e pubblicamente. Anche firmando un appello, peraltro con tante adesioni trasversali.

Dietro al decreto c’è la ministra dell’Interno, Lamorgese?
Non so. Sul piano degli sbarchi, la ministra dell’Interno ha gestito finora in modo pragmatico e con attenzione i casi che si sono determinati. Questo non vuol dire che abbiamo lo stesso punto di vista.

Il premier Conte è anche per lei, come ha detto Bersani, un “campione di progressismo”?
Non darei definizioni. Su molte questioni questo governo ha dato dei segnali importanti, ma il giudizio complessivo sull’impianto dell’azione governativa, segnata da un frequente aggiustamento di tiro, è distorta dalla lente estraniante del contagio. Non do giudizi in una fase così difficile, di fronte a problemi tanto inediti e complessi.

Niente sarà come prima.
Nessuno sbarco può avvenire come avveniva prima, questo è fuor di dubbio. Ma è bene che non si sospenda la civiltà giuridica del Paese, avendo cura di rispettare sicurezza.

Se non va in porto il suo appello?
Andranno in porto i migranti. In queste stesse ore sono arrivati a Lampedusa, autonomamente, nonostante il decreto. Ma sono ottimista: auspico che la maggioranza affronti la situazione correttamente, come ha fatto in altre situazioni.