Il 9 luglio 2014 Salvatore Giordano, studente di quattordici anni, morì dopo essere stato colpito alla testa da un grosso frammento di cornicione della volta laterale, un fregio ornamentale di stucco con un fiore a sei petali e circondato da un nastro di stucco. Guardando la Galleria Umberto I dall’ingresso di via Toledo era sul lato destro del frontone sovrastante il varco di ingresso.

Da allora sono trascorsi quasi otto anni, c’è un processo ancora in corso e che si è trascinato lentamente fra rinvii e perizie con cui accusa, parti civili e difesa si sono confrontate per risalire alla proprietà di quel frammento di cornicione venuto giù, della manutenzione e indirettamente della morte di quel ragazzo. Se non ci saranno ulteriori intoppi, il processo riprenderà a fine mese con l’udienza dedicata alle conclusioni di Procura e parti civili ma visti i tempi e i ritmi della giustizia è meglio essere molto cautamente ottimisti. Chissà se entro quest’anno si arriverà a una sentenza, a una risposta della giustizia alla morte di un ragazzino che in un pomeriggio d’inizio estate si era mosso dalla provincia verso il centro della città per mangiare un gelato e fare una passeggiata con gli amici.

Da quasi otto anni la Galleria Umberto è associata anche al ricordo di quella tragedia e il degrado in cui versa è per questo ancora più inaccettabile. Periodicamente, in questi anni, le istituzioni hanno fatto dichiarazioni per mostrare interesse alle sorti della Galleria ma nei fatti poco o nulla si è fatto. Ora l’argomento è tornato al centro dell’attenzione politica cittadina. Per il 18 gennaio è previsto un tavolo tecnico in Prefettura. Il consigliere comunale Gennaro Demetrio Paipais spera che possa essere l’occasione per richiamare l’attenzione sulla sicurezza oltre che sul decoro urbano della Galleria. «È per questo che ieri mattina – aggiunge Paipais – ho avanzato al presidente della Commissione urbanistica del Comune di Napoli, Massimo Pepe, la proposta di chiedere un sopralluogo tecnico e di intitolare l’ingresso del lato Toledo della Galleria Umberto al piccolo Salvatore Giordano, così come sollecitato più volte dal difensore dei familiari, l’avvocato Sergio Pisani».

«Accogliamo con piacere la proposta avanzata dal consigliere Paipais – fa sapere Pepe – . Sarà vagliata alla prossima riunione di Commissione e la sottoporrò agli altri commissari. La Galleria Umberto è uno dei temi attualmente al centro della programmazione amministrativa dove si immagina di intervenire quanto prima per riportarla al lustro che merita». Sarebbe ora, viene da aggiungere pensando agli anni dell’incuria e del degrado, alla Galleria ridotta a una specie di casbah e al cedimento di quel frammento di cornicione che spezzò per sempre la vita del giovane Salvatore. Intitolare uno degli ingressi a quella giovane vittima innocente sarebbe aggiungere un elemento sociale al progetto di rinascita della Galleria. Sarebbe giusto, per rendere onore alla sua memoria, anche che il processo sia portato fuori dal pantano di lungaggini e sia definiti nei tempi ragionevoli di un giusto processo.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).