Nervi tesissimi tra Movimento 5 Stelle e il presidente del Consiglio Mario Draghi. La ministra grillina Fabiana Dadone, intervenendo stamane ad Agorà Estate su RaiTre, ha apertamente parlato della possibilità delle dimissioni da parte del ‘contingente’ pentastellato nel governo se non ci saranno miglioramenti nel testo della riforma della giustizia del Guardasigilli Marta Cartabia, testo su cui il governo ha chiesto la fiducia.

Una ipotesi “da valutare insieme a Giuseppe Conte”, ha spiegato Dadone, tirando in ballo il neo leader del Movimento. L’appoggio al governo, ha spiegato Dadone, ci sarà ma dipende “dall’apertura sulle modifiche tecniche. L’obiettivo di tutti non è certo garantire le impunità in certi casi, ma velocizzare i processi. La tematica della prescrizione così come impostata non credo raggiunga l’obiettivo. Ci aspettiamo una discussione costruttiva, vedremo le decisioni da prendere”.

Parole che appaiono distanti da quelle pronunciate giovedì sera in conferenza stampa post Consiglio dei ministri dal premier Draghi, che sulla giustizia aveva annunciato la richiesta di fiducia aprendo però solo ad “emendamenti tecnici” che non stravolgano l’impianto della riforma.

Proprio a Conte aveva risposto Draghi, chiarendo ieri che “nessuno vuole sacche d’impunità. Vogliamo un processo rapido e che tutti i colpevoli siano puniti. Nessuno è a favore dell’uso della dilazione dei tempi, nell’uso della prescrizione, come avveniva anni fa”.

Una minaccia di dimissioni, va ricordato, che arriva a due settimane dall’approvazione unanime in Consiglio dei Ministri della stessa riforma della giustizia che ora i 5 Stelle vogliono cambiare a suon di 900 emendamenti presentati in Parlamento.

LA PARZIALE RETROMARCIA – Ma la ‘sparata’ del ministro pentastellato è durata solo qualche ora. Spinta dal pressing degli stessi parlamentari grillini e dal Partito Democratico, Dadone ha fatto una parziale retromarcia sulle dichiarazioni battagliere arrivate questa mattina dagli schermi Rai.

“La riforma della giustizia così come presentata rischia di avere delle fasce di impunità, c’è una chiara apertura del presidente Draghi e della ministra Cartabia di cui va preso atto”, ha tentato di ricucire così lo strappo la ministra in un post su Facebook.

Dadone che ha poi sottolineato che “non è nel mio stile minacciare quindi respingo i titoli apparsi in tal senso ma è nel nostro stile dialogare e confrontarci. Lo stanno facendo Draghi e Conte che sono due persone di alto profilo e sono certa troveranno punti di incontro. Ho fiducia nella politica e meno nel gossip”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia