Giusy Barbato, 37 anni di Villaricca, in provincia di Napoli, aveva contratto il Covid e nel giro di pochi giorni è subito peggiorata. Non era vaccinata ed era ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, dove era stata trasferita dall’ospedale di Pozzuoli una settimana fa. È stata intubata per 7 giorni ma la malattia ha avuto il sopravvento: non ce l’ha fatta ed è morta.

Un grave lutto che ha portato la famiglia a ricredersi sull’importanza del vaccino. “Sono pentita di non essermi vaccinata anche se ho paura. Lo abbiamo capito troppo tardi. Il vaccino è necessario”, ha detto la mamma Maria Teresa intervistata dal Corriere del Mezzogiorno. Ora è distrutta dal dolore per la perdita della figlia.

Giusy e la sua famiglia di 5 persone avevano deciso di rinunciare al vaccino perché la mamma era affetta da patologie pregresse. Poi in 4 si sono contagiati insieme a Giusy. E così è iniziato il dramma: Giusy stava troppo male ed è stata portata all’ospedale di Pozzuoli, poi trasferita a Frattamaggiore e intubata. E intanto la famiglia sperava in un miglioramento.

Una settimana prima che Giusy morisse la mamma affidava a Facebook un appello: “Ci sentiamo abbandonati da tutti da sei giorni. Abbiamo fatto i debiti per pagare un medico privato a cui abbiamo dato a giorni alterni 200 euro. Stiamo pagando le bombole d’ossigeno e ci sentiamo allo stremo delle forze. Abbiamo pagato anche i tamponi. Ho paura per mia figlia di 37 anni che è stata portata all’ospedale di Pozzuoli. Mi hanno appena detto che devono intubarla. Mio marito Carmine è negativo al Covid e vive in un’abitazione separata. Mi sembra di vivere un incubo”.

Anche Giusy giorni prima, in un post scriveva la sua posizione che sembra fare riferimento alla sua scelta di non vaccinarsi: “Troppo facile dare la colpa all’altro – aveva detto – Troppo semplice mettersi su in piedistallo. Troppo egoismo per ascoltare ciò che gli altri dicono. Invece di colpevolizzare. Giudicare, e fare terra bruciata attorno alle persone, fatevi un profondo esame di coscienza, se ne avete una”.

Dopo la notizia della morte di Giusy l’Asl Napoli 2 Nord ha espresso cordoglio alla famiglia per quella prematura perdita. E ha chiarito la sua posizione rispondendo alla famiglia che si è sentita abbandonata. “Dalla relazione di servizio dei medici che prendono in carico i pazienti a domicilio in quel territorio è emerso che la famiglia era stata contattata in data 22 e 27 dicembre. Nella comunicazione del 22 era stato programmato un tampone per l’intera famiglia in data 23 presso il casello di Giugliano”, ha scritto l’asl in una nota.

“La famiglia non si era recata al casello per proprie problematiche e i medici erano riusciti a contattare nuovamente la famiglia solo mediante l’aiuto del medico di medicina generale, in quanto l’unico recapito disponibile non risultava raggiungibile – continua la nota – In data 27 dicembre, a seguito del contatto telefonico, veniva comunque programmato un tampone di controllo per il 2 gennaio. Oggi 4 gennaio è stata dichiarata la guarigione a seguito del tampone negativo dei familiari isolati a casa”.

E conclude: “L’Asl in questa fase della pandemia sta seguendo a domicilio centinaia di pazienti, cercando di garantire a tutti le migliori terapie possibili. Attualmente la migliore terapia contro il Covid19 è la vaccinazione. Per questa ragione tutti i componenti della famiglia sono stati più volte invitati a vaccinarsi senza esito”.

La mamma di Giusy si è finalmente negativizzata, è distrutta dal dolore e potrà partecipare ai funerali di sua figlia. Ma è disperata: “Non sono una no vax – ha detto – Non mi sono sottoposta alla vaccinazione perché ho diverse patologie e molte allergie. Aspettavo di fare tutti gli esami. Invece non c’è più tempo, anzi c’è stato tolto il tempo della nostra vita. Abbiamo pagato con la morte di Giusy. Anche i miei figli si vaccineranno, dopo aver aspettato il tempo previsto dalle disposizioni. Ripeto, non siamo contro il vaccino ma avevamo solo paura. Troppe persone stanno morendo con il Covid e tutti giovani. Sono sempre più sconvolta”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.