Gaetano Scutellaro era già adeguatamente in cura oppure aveva bisogno di una terapia mirata per i suoi problemi di natura psichiatrica? Ruoterà attorno a questo interrogativo il futuro dell’inchiesta sul gratta e vinci rubato dal tabaccaio di Materdei e ritrovato nella cassetta di una banca a Latina dopo due giorni di ricerche. È il caso dell’anno, la storia di cronaca del momento.

Ne parlano tutti, in tutto il mondo. E ieri si è arricchita di nuovi sviluppi. Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il fermo nei confronti di Gaetano Scutellaro, per il solo reato di furto e non per la tentata estorsione che pure è tra le ipotesi contestate dagli inquirenti. Gaetano Scutellaro, quindi, resta in cella. Al giudice aveva provato a fornire la sua versione dei fatti. «Ci troviamo di fronte a una persona che ha dei seri problemi psichiatrici – spiega l’avvocato Vincenzo Strazzullo, difensore del 57enne – Abbiamo consegnato al giudice la documentazione medica e i certificati che lo attestano e che dimostrano che non rispettava le cure che gli erano state prescritte».

Ed è questo, a parere della difesa, il dettaglio che potrebbe fare la differenza e che sarà argomento del ricorso al tribunale del Riesame che il difensore è pronto a presentare. Il gip del Tribunale sammaritano ha lasciato in carcere Gaetano Scutellaro sulla base dei fatti e della considerazione sullo stato di salute mentale dell’indagato. Quanto ai fatti, lo stesso indagato non li ha negati, dicendosi pentito e rivolgendo le proprie scuse alla cliente derubata e alla sua famiglia finita nel tritacarne mediatico per via di questa vicenda. Quanto allo status di paziente psichiatrico, per il gip l’uomo era in cura e tanto vale, mentre per il difensore il 57enne non seguiva esattamente le prescrizioni dei medici e dunque è come se non seguisse alcuna cura.

Intanto su questo caso dovrà intervenire a breve anche la burocrazia giudiziaria, per cui, entro i prossimi venti giorni, gli atti dovranno essere trasferiti all’autorità giudiziaria di Napoli e la misura cautelare dovrà essere replicata dal giudice territorialmente competente. Un passaggio formale, un prossimo step dell’iter giudiziario che ha ormai intrapreso la vicenda. Storia singolare, questa, forse più unica che rara. Gaetano Scutellaro, 57 anni, fugge con il gratta e vinci da mezzo milione di euro vinto da una delle abituali clienti della tabaccheria gestita dalla moglie di Gaetano, dalla quale l’uomo si sta separando. La cliente è una 70enne che il 2 settembre tenta la fortuna, acquista un biglietto, vince quanto basta per tentare con altri due biglietti.

Gratta i numeri del primo e nulla, fa lo stesso con quelli del secondo biglietto e scopre di aver vinto 500mila euro. Stenta a crederci, chiede conferma a un dipendente della tabaccheria, poi anche a Gaetano S. L’uomo afferra il tagliando e si allontana. Fugge. Raggiunge Latina, lì apre un conto corrente in banca e vi deposita il gratta e vinci milionario. Poi si dirige all’aeroporto di Fiumicino con un biglietto aereo per Fuerteventura. Ma su quel volo non salirà perché viene fermato agli imbarchi.

Sulle prime per lui scatta una denuncia a piede libero, il giorno dopo le manette. Ieri il fermo è stato convalidato. Scutellaro resta in carcere. Intanto da quasi una settimana tutto il mondo parla di lui. E anche della sua famiglia e di quella che nella ricostruzione accusatoria è la sua vittima. Nessuno dei protagonisti di questa storia vive più sonni tranquilli. L’anziana vincitrice ha dovuto lasciare la città, la famiglia del tabaccaio rischia di perdere la licenza.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).