Beppe Grillo ne ha combinata un’altra. 24 ore dopo la conclusione del referendum vinto dai 5 Stelle (che ha sancito il taglio del numero dei parlamentari) ha candidamente dichiarato che la tesi sostenuta da tutti i sostenitori del No era giusta, e che la campagna dei 5 Stelle e di Travaglio era ipocrita. E cioè che è vero che il taglio dei parlamentari è solo il primo passo per abolire il Parlamento. Grillo sostiene che la piattaforma Rousseau del suo amico Davide Casaleggio funziona molto meglio delle antiche assemblee di Montecitorio e palazzo Madama (e di tutti i decrepiti Parlamenti dei paesi democratici dell’Occidente), e che può diventare lo strumento principe della democrazia diretta.

Queste dichiarazioni, il capo dei 5 Stelle le ha rilasciate durante un dibattito solennissimo, organizzato dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Grillo dice che invece di affidarsi alla democrazia rappresentativa – alla quale lui non crede – è molto meglio svolgere un referendum alla settimana sulla piattaforma Rousseau, che ha dimostrato di funzionare benissimo durante le varie votazioni che si sono svolte nel Movimento 5 Stelle. Alle quali hanno partecipato, spesso, oltre 40mila persone e cioè appena un po’ meno dello 0,1 per cento degli elettori italiani.