97esimo giorno di guerra in Ucraina dove le truppe russe avanzano nel Donbass, continuando a conquistare territorio e a seminare morte. Ieri un giornalista francese è stato ucciso mentre seguiva l’evacuazione dei civili a Severodonetsk, città letteralmente assediata dall’esercito russo. Raccolto l’appello del presidente Volodymyr Zelensky che aveva chiesto all’Unione Europa nuove pesanti sanzioni per non venire “a patti con tali crimini quotidiani” come l’uccisione “di una bambina di nove anni” morta “a causa dei bombardamenti russi della regione di Kherson. Sono stati feriti altri due: uno di sette mesi e una di cinque anni”.

E’ fumata bianca a tarda sera al vertice Ue sull’embargo al petrolio russo. Dopo quasi un mese dall’annuncio del sesto pacchetto sanzioni, i leader europei hanno trovato l’accordo sullo stop all’oro nero da Mosca. “Questo copre immediatamente più di 2/3 delle importazioni di petrolio dalla Russia, tagliando un’enorme fonte di finanziamento per la sua macchina da guerra. Massima pressione sulla Russia per porre fine alla guerra”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Entro l’anno, invece, verrà ridotto circa il 90% delle importazioni, sottolinea von der Leyen. Confermato dunque l’approccio a due fasi: prima lo stop al petrolio via mare e poi quello via terra con un’eccezione significativa di escludere l’oleodotto dell’Amicizia (Druzbha) che rifornisce l’Ungheria ma anche Polonia e Germania. E’ a Kiev saranno destinati 9 miliardi per le esigenze immediate e l’avvio della ricostruzione e soprattutto finalmente l’intesa all’interno dell’Unione per l’embargo al petrolio russo.

La diretta

ORE 21 – STATI UNITI SOSTENGONO MEDIAZIONE TURCA SULL’UCRAINA – Gli Stati Uniti “sostengono la mediazione dei nostri alleati turchi” nella crisi ucraina, in particolare per quanto riguarda lo stabilimento di rotte sulle quali veicolare le esportazioni di cereali. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price.

ORE 19:55 – SEVERODONETSK: RUSSI CONTROLLANO 70% – Le forze russe controllano circa il 70% di Severodonetsk, loro attuale priorità nell’Ucraina orientale. “Il nemico sta attaccando le nostre truppe con mortai, artiglieria e lanciagranate lungo la linea del fronte”, fa sapere lo stato maggiore ucraino. La conquista di Severodonetsk e della città gemella di Lysychansk, sulla sponda occidentale del fiume Severskij Donek, consentirebbe a Mosca di impadronirsi dell’intera regione del Lugansk, una delle due Oblast del Donbass che nel 2014 caddero parzialmente in mano ai separatisti filorussi. “La situazione è estremamente complicata. Parte di Severodonetsk è controllata dai russi”, ha affermato Sergiy Gaidai, governatore della regione di Lugansk, secondo il quale gli invasori “non possono avanzare liberamente” per via della presenza dei combattenti ucraini, “sempre rimasti in città”.

“A mio giudizio, ma io non sono un militare, non ha senso perdere tanti soldati per riconquistare la città che non ha peso militare strategico”, prosegue il governatore, spiegando che “la vicina città di Lysychansk ha più alture e i militari sarebbero in posizioni migliori”. “I russi hanno distrutto tutte le sottostazioni elettriche e idriche. La gente non ha acqua. Hanno colpito le tubature del gas, hanno distrutto tutti i nostri ospedali. Molti civili sono morti. Il fuoco è così intenso che le persone devono seppellire i loro vicini da qualche parte nei loro cortili. A volte i bombardamenti si verificano anche durante le sepolture”.

ORE 19:10 – GOVERNATORE LUGANSK: ATTACCO A IMPIANTO CHIMICO – Un attacco aereo ha colpito un impianto chimico a Severodonetsk, nell’est dell’Ucraina, dove le forze armate russe controllano per metà la città. Lo ha scritto su Telegram il governatore dell’Oblast di Lugansk, Serhiy Gaidai, ripreso dal Guardian. Le forze armate russe hanno colpito “una cisterna di acido nitrico in un impianto chimico”, quindi gli abitanti dell’area sono stati invitati a non uscire dalle proprie case, a causa della pericolosità dell’acido.

“Nella fabbrica chimica Azot, un contenitore di prodotti chimici è esploso. Secondo le informazioni preliminari, si tratta di acido nitrico”, ha confermato su Telegram l’ambasciatore in Russia dei separatisti del Lugansk, Rodion Mirochnik, sottolineando che “il territorio della fabbrica è sempre controllato da formazioni del regime ucraino”.

ORE 18:44 – GIORNALISTA FRANCESE UCCISO, LA MADRE: “MERCENARIO? MI VIENE LA NAUSEA” – “Il vostro comunicato stampa mi fa venire la nausea. Sappiate che mai potrete imbrattare la sua memoria”. Lo ha affermato la madre del giornalista francese, Frédéric Leclerc-Imhoff, rimasto ucciso ieri in Ucraina, replicando alle dichiarazioni dei separatisti filorussi di Lugansk, secondo cui il reporter di Bfm-tv sarebbe stato “un mercenario straniero” impegnato “nella consegna di armi e munizioni alle unità armate ucraine”.

ORE 18:29 – UNIONE AFRICANA: “UE CI DANNEGGIA CON SANZIONI A PUTIN” – Il presidente dell’Unione africana ha avvertito i leader dell’Ue che la loro decisione di espellere le banche russe dal sistema di messaggistica finanziaria SWIFT rischia di danneggiare le forniture alimentari al continente. La guerra in Ucraina e il blocco dei porti dei vicini russi, insieme ai conflitti africani e ai cambiamenti climatici, hanno già fatto salire i prezzi mondiali dei cereali e aggravato le crisi alimentari in Africa. Il presidente senegalese e leader dell’Ua, Macky Sall, ha avvertito l’Europa che le sue sanzioni bancarie volte a costringere la Russia ad abbandonare la sua invasione, non aiutano. Parlando in videoconferenza ai leader dell’Ue a Bruxelles, Sall ha detto: “I nostri paesi sono molto preoccupati per gli effetti collaterali dell’interruzione causata dal blocco del sistema di pagamento SWIFT. Quando il sistema SWIFT viene interrotto, significa che anche se i prodotti esistono, il pagamento diventa complicato, se non impossibile”.

ORE 17:50 – UE: LIBERARE I PORTI MAR NERO PER ESPORTAZIONI GRANO – I capi di stato e di governo europei riuniti a Bruxelles hanno adottato le conclusioni del vertice relative alla sicurezza alimentare con un appello alla Russia a porre fine agli attacchi alle infrastrutture di trasporto in Ucraina, revocare il blocco dei porti ucraini del Mar Nero e consentire le esportazioni di cibo, invitando poi gli Stati membri ad accelerare il lavoro sui corridoi di solidarietà.

ORE 16:55 – DRAGHI: SANZIONI DURERANNO A LUNGO – “Le sanzioni dureranno per molto, molto tempo”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles. Il premier ha sottolineato la necessita’ di “fondi europei per fare fronti agli investimenti richiesti” per la transizione digitale e verde. “Il massimo impatto” delle sanzioni “arriverà dopo l’estate” sostiene Draghi.

ORE 16:50 – PRICE CAP, DRAGHI: “NOI ACCONTENTATI” – “L’azione dell’Ue sull’energia si svilupperà su molti fronti. Sul funzionamento del mercato dell’energia e sui prezzi alti siamo stati accontentati. La Commissione ha ricevuto ufficialmente mandato per studiare la fattibilità del price cap”. Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa.

ORE 16:30 – ZELENSKY: PRONTO A INCONTRO CON ONU E PUTIN – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è pronto ad accettare l’iniziativa del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di organizzare un incontro a Istanbul con il leader russo Vladimir Putin e l’Onu. Lo sostiene il portale di notizie ucraino Vesti, che cita il portavoce presidenziale ucraino Sergey Nikiforov, come riporta la Tass. Il sito di notizie ucraino, riporta Tass, ha detto di aver contattato Nikiforov, il quale ha affermato che “è troppo presto per parlare dei formati dell’incontro” ma si tratta di “un consenso di principio per tale incontro”.

ORE 16:25 – PARLAMENTO UCRAINO RIMUOVE DENISOVA, COMMISSARIA PER I DIRITTI UMANI – La Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, ha sfiduciato la commissaria parlamentare per i diritti umani, Lyudmila Denisova. Quest’ultima è stata rimossa dal suo incarico perché, secondo le accuse del governo, avrebbe concentrato il proprio lavoro su crimini di natura sessuali “che non possono essere confermati con prove, danneggiando l’Ucraina e distraendo i media mondiali dai reali bisogni dell’Ucraina”.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, i parlamentari hanno anche lamentato gli scarsi risultati ottenuti dalla commissaria nella creazione di corridoi umanitari e nello scambio di prigionieri di guerra, così come il fatto che abbia trascorso del tempo nella “calda Europa occidentale” durante l’invasione russa, “ma non in Russia o Bielorussia, dove il suo status e i suoi poteri potevano aiutare i prigionieri.

234 deputati della Rada su un totale di 450 hanno votato a favore della rimozione di Denisova dall’incarico.

Ore 15:30– PRIMA NAVE MERCI LASCIA PORTO DI MARIUPOL DOPO SMINAMENTO – I militari russi hanno diffuso il video della prima nave merci che lascia il porto di Mariupol dopo lo sminamento.

Secondo il ministero della Difesa di Mosca la nave era “accompagnata dalle barche della base navale di Novorossijsk della flotta del Mar Nero”, carica di metallo che doveva essere consegnato al porto di Rostov sul Don.

A Russian vessel departs from an aria of the Mariupol Sea Port in Mariupol, in territory under the government of the Donetsk People’s Republic, eastern Ukraine, Tuesday, May 31, 2022. It marked the first time that a commercial ship used the port of Mariupol since the start of the Russian military action in Ukraine. (AP Photo)

ORE 15:15 – LA PROCURATRICE GENERALE UCRAINA: “COMMESSI 200-300 CRIMINI DI GUERRA AL GIORNO” – “Circa 200-300 crimini di guerra vengono compiuti ogni giorno” in Ucraina. Lo ha detto la procuratrice generale ucraina, Iryna Venediktova, intervenendo alla conferenza stampa organizzata da Eurojust insieme all’Ufficio del procuratore della Corte penale internazionale.

Kiev, ha aggiunto Venediktova, ha identificato ad oggi “più di 600 sospetti di crimini di guerra russi” e ha “iniziato a perseguire circa 80 di loro”. Tra loro ci sono personalità delle “alte sfere militari, politici e agenti di propaganda della Russia”, ha spiegatoVenediktova ha precisato inoltre che “Estonia, Lettonia e Slovacchia” si “sono uniti alla squadra investigativa internazionale” in Ucraina.

Ore 14:20 – KHERSON VUOLE ENTRARE NELLA RUSSIA (SECONDO MOSCA) -Le autorità della regione di Kherson intendono avviare nel breve futuro la questione dell’adesione della regione alla Federazione Russa. Lo ha annunciato Kirill Stremousov, vice capo dell’amministrazione civile militare di Kherson nominato da Mosca: «La regione di Kherson intende entrare a far parte della Federazione Russa nel prossimo futuro, diventandone un soggetto a tutti gli effetti». Lo riferiscono le agenzie russe.

ORE 13:10 – “PUTIN VUOLE OCCUPARE INTERO DONBASS ENTRO IL PRIMO LUGLIO” – Il presidente russo Vladimir Putin ha dato l’ordine di occupare l’intera regione di Lugansk e Donetsk entro il primo luglio. Lo riporta Channel 24, citando fonti dei servizi segreti ucraini, riferisce Unian

ORE 12:30 – UNIONE AFRICANA: “CRISI GRANO RESPONSABILITA’ MOSCA” – Il presidente dell’Unione Africana, il senegalese Macky Sall, telefonerà a Vladimir Putin per esprimergli la sua “preoccupazione” riguardo la crisi alimentare che si sta sviluppando in seguito alla guerra in Ucraina e per sottolineare che l’Unione Africana condivide le stesse posizioni dell’Unione Europea sulle responsabilità della Russia, e non delle sanzioni, nella crisi attuale. Lo ha detto, a quanto si apprende, lo stesso Sall nel corso del suo intervento al Consiglio Europeo.

ORE 12:20 – “BIMBI MARIUPOL ORFANI PORTATI VIA DAI RUSSI” – I russi stanno portando via da Mariupol i bambini che hanno perso i genitori a causa della guerra. Durante l’evacuazione, soldati di Mosca hanno iniziato a interrogare i bambini, conducendo il cosiddetto filtraggio. Lo ha riferito il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko, riportato da Ukrinform. “Le autorità occupanti hanno avviato il processo di identificazione e raccolta dei bambini che sono rimasti soli a Mariupol. In particolare, sappiamo che circa 15 bambini che erano stati accolti dai residenti della città sono stati trasferiti dall’esercito di Mosca in un luogo non specificato”, ha scritto Andryushchenko. E ha aggiunto che non ci sono ancora notizie dei “nostri orfani e bambini perduti”.
Intanto la Russia ha apportato modifiche alla procedura di concessione della cittadinanza, semplificando la procedura che riguarda gli orfani provenienti dall’Ucraina.

ORE 12:15 – LAVROV: “GRANO? SBLOCCO NAVI SOLO SE KIEV SMINA PORTI” – Per sbloccare le navi con i carichi di grano nei porti ucraini è necessario che “il governo di Kiev smini le sue acque territoriali”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in conferenza stampa durante la sua visita in Bahrein. “Se Kiev risolve il problema dello sminamento dei porti, la Marina russa garantirà il passaggio senza ostacoli delle navi con grano nel Mediterraneo quando saranno in mare aperto”, ha assicurato il capo della diplomazia di Mosca.

ORE 11:22 – KIEV: “SANZIONI UE NON BASTANO, NON SIAMO SODDISFATTI” – “Troppo lento, troppo in ritardo e decisamente non abbastanza”. Così il vice capo gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Igor Zhovkva, ha commentato da Madrid il sesto pacchetto di sanzioni approvato dall’Unione europea nei confronti della Russia. “Non sono sufficienti”, ha detto, lamentando la lentezza con la quale è stato approvato. “Non siamo assolutamente soddisfatti”, ha aggiunto Zhovkva.

ORE 11 – TURCHIA: “NATO? PIU’ FAVOREVOLI AD ADESIONE FINLANDIA” – La Turchia è relativamente più favorevole all’adesione della Finlandia alla Nato piuttosto che a quella della Svezia, ma entrambi i Paesi devono rispettare le aspettative. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, sottolineando che sia la Svezia, sia la Finlandia devono modificare le loro leggi anti-terrorismo.

ORE 10:30 – LAVROV IN TURCHIA L’8 GIUGNO PER QUESTIONE GRANO – Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha annunciato che il suo omologo russo Segey Lavrov si recherà in Turchia l’8 giugno per discutere l’apertura di un corridoio di sicurezza nel Mar Nero per il trasporto del grano. Ne dà notizia l’agenzia turca Anadolu. L’obiettivo, secondo quanto si è appreso, è “creare un centro di osservazione dei corridoi a Istanbul”.

ORE 10:05 – A SEVERODONETSK 12MILA CIVILI INTRAPPOLATI SENZA ACQUA E CIBO – Nella città ucraina di Severodonetsk, da giorni costantemente sotto l’attacco delle truppe russe, si temono fino a 12mila civili intrappolati e senza acqua né cibo. L’allarme è lanciato dal segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati, Jan Egeland, in una nota

“Sono inorridito nel vedere Severodonetsk, la fiorente città in cui avevamo il nostro quartier generale operativo, diventare l’epicentro di un altro capitolo della brutale guerra in Ucraina”, ha dichiarato Egeland. “Temiamo che fino a 12 mila civili rimangano intrappolati tra il fuoco incrociato in città, senza accesso sufficiente ad acqua, cibo, medicine o elettricità. Il bombardamento quasi costante sta costringendo i civili a nascondersi nei rifugi antiaerei e negli scantinati, con poche possibilità di scappare”.

ORE 8:50 – DA MARIUPOL PARTE PRIMA NAVE VERSO RUSSIA – La prima nave mercantile, dalla caduta di Mariupol in mano russa, è salpata dal porto della città-simbolo della resistenza ucraina. Come reso noto dai leader separatisti filo-russi di Donetsk, il cargo è diretto verso la città russa di Rostov sul Don. Un portavoce del porto ha dichiarato la scorsa settimana che la nave avrebbe caricato 2.700 tonnellate di metallo a Mariupol prima di salpare diretta a Est, a Rostov. L’Ucraina ha denunciato che l’invio di metallo in Russia da Mariupol è un saccheggio.

ORE 8:39 – EMBARGO PETROLIO, ECCEZIONE PER UNGHERIA E PAESI SENZA MARE – Per lo stop all’import di petrolio sono previste eccezioni: il bando riguarda il petrolio trasportato via mare (circa due terzi delle importazioni totali). Per il greggio via oleodotto c’è una ‘eccezione temporanea’: quanto durerà non si sa. Il Consiglio ‘tornerà prima possibile sulla questione’, è scritto nelle conclusioni del Vertice Ue. I tempi per Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca varieranno e saranno oggetto di negoziato. Per Ungheria e Slovacchia si era parlato di una esclusione per tutto il 2024; per la Repubblica ceca si parla di 18 mesi. Germania e Polonia, invece, si sono impegnati a terminare le importazioni attraverso l’oleodotto Druzhba entro quest’anno.

ORE 8:10 – UCRAINA: TRUPPE RUSSE AVANZANO A SEVERODONETSK – L’esercito russo è avanzato più in profondità nella città ucraina orientale di Severodonetsk, i combattimenti sono in corso strada per strada. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai citato dai media ucraini. Dopo il bombardamento di un veicolo di evacuazione vicino a Lysychansk, in cui un giornalista francese è rimasto ucciso e diverse persone sono rimaste ferite, l’evacuazione dalla regione di Lugansk è stata interrotta.

ORE 7:30 – UE INVIERA’ PIU’ ARMI A KIEV. STOP AI DAZI SULL’EXPORT UCRAINO – “L’Unione europea continua a impegnarsi a continuare a rafforzare la capacità dell’Ucraina di difendere la propria integrità territoriale e sovranità. A tale riguardo, il Consiglio europeo accoglie con favore l’adozione della recente decisione del Consiglio di aumentare il sostegno militare all’Ucraina nell’ambito del Fondo europeo per la pace”. E’ quanto si legge nelle conclusioni sull’Ucraina adottate ieri sera dal Consiglio europeo. “Il Consiglio europeo accoglie con favore l’adozione della decisione di sospendere per un anno i dazi all’importazione su tutte le esportazioni ucraine nell’Unione europea”, si legge ancora nel documento.

ORE 6:49 – ORBAN FELICE: “NOI FUORI DA EMBARGO PETROLIO” – “E’ stato raggiunto un accordo. L’Ungheria è esente dall’embargo petrolifero!”. Lo scrive su Facebook il premier ungherese Viktor Orban, che esulta per la temporanea esenzione dall’embargo sul petrolio russo per i paesi senza sbocco al mare.

ORE 5:21 – BORRELL: “EMBARGO STORICO PER PARALIZZARE PUTIN” – “Accolgo con favore la decisione dei leader dell’Ue di vietare il petrolio russo. Una decisione storica per paralizzare la macchina da guerra di Putin. La nostra unità è la nostra forza”. Lo scrive in un tweet l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

ORE 3:32 – SANZIONI UE: C’E’ ANCHE PATRIARCA KIRILL – L’Ue, a quanto si apprende, va verso l’inserimento del patriarca Kirill nella black list del sesto pacchetto di sanzioni. Al momento, spiega un alto funzionario europeo, Kirill è nella lista ma il pacchetto sarà finalizzato solo mercoledì alla riunione dei Rappresentanti dei 27 e solo allora si potrà avere l’ufficialità.

ORE 2:22 – VON DER LEYEN: BLOCCO NON RIGUARDA OLEODOTTO UNGHERIA – “Due terzi del petrolio importato in Ue arriva via mare e un terzo è tramite l’oleodotto, attraverso il Druzhba che riguarda Ungheria, Germania e Polonia. E siccome abbiamo chiari impegni da Germania e Polonia sullo stop dell’acquisto del petrolio russo entro l’anno, vuol dire che lo stop riguarderà il 90% del petrolio russo”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
“Molto presto torneremo al Consiglio per uno stop totale al petrolio russo”, hanno annunciato von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

ORE 1:32 – SEVERODONETSK IN GINOCCHIO: CITTA’ CHIAVE PER MOSCA – A Severodonetsk le truppe russe si sono spinte ancora più avanti e nella città ormai si combatte strada per strada. Il sindaco ha riferito che la città è in rovina e sono rimasti nelle loro case poche migliaia di abitanti. Severodonetsk è un luogo chiave nell’avanzata dei russi e Mosca spinge in una corsa contro il tempo per conquistare questo caposaldo del Donbass prima che arrivino le nuove forniture di armi pesanti inviate dagli Usa all’esercito ucraino.

Redazione