La situazione del conflitto in Ucraina continua ad essere tesa nel 94esimo giorno di combattimenti. I russi avanzano nel Donbass. La popolazione è allo stremo ma Zelensky torna a far leva sull’orgoglio nazionale: “Non, concederemo mai il Donbass. Quella è terra ucraina. Non esiste una alternativa alla nostra bandiera”, ha detto. Per il presidente ucraino, in quel territorio “è genocidio”. La Chiesa ortodossa ucraina si stacca da Mosca e si dichiara indipendente e Biden è pronto a inviare nuove armi ancora più potenti.

Ieri la telefonata tra Draghi e Zelensky: “Dobbiamo sbloccare i porti insieme per prevenire una crisi alimentare”. Putin accusa gli ucraini per le mine nei porti che fermano le navi con i carichi di grano e per i negoziati sospesi. Intanto Salvini pensa alla possibilità di una visita a Mosca – ma nella mattinata di oggi ha anche affermato che “è difficile” e che “se vado, non è a nome del governo”.

LA DIRETTA

ORE 21:20–A KRYVYI RIH DISTRUTTO TERRITORIO DI UNO DEGLI STABILIMENTI INDUSTRIALI DELLA CITTA’“E’ stato colpito il territorio di uno degli stabilimenti industriali della città. Lo stabilimento è praticamente distrutto e si sentono ancora le esplosioni. I vigili stanno lavorando sul posto per estinguere l’incendio”. E’ l’aggiornamento sull’attacco a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipro, fornito da Alexander Vilkul, capo dell’amministrazione municipale militare.

ORE 19:15 – STATO MAGGIORE KIEV, LANCIATA OFFENSIVA NELLA REGIONE DI KHRSON – L’esercito ucraino ha lanciato un’offensiva nella regione di Kherson occupata e ha inflitto perdite ai russi. Lo ha reso noto il servizio stampa dello Stato maggiore delle forze armate ucraine su Facebook, riferisce Ukrinform. “A seguito delle azioni offensive delle unità delle Forze di Difesa, il nemico ha subito perdite e ha iniziato a difendersi su posizioni sfavorevoli vicino ad Andriivka, Lozove e Bilohirka, nella regione di Kherson. I combattimenti continuano – si legge nella nota – Gli occupanti russi hanno sparato sulle infrastrutture civili fuori dagli insediamenti di Prybuzke, Posad-Pokrovske, Blahodatne, Osokorivka, Novovorontsovka, Novooleksandrivka e altri”.

ORE 19:00 – ODESSA: “ABBIAMO COSì TANTI MISSILI HARPOON DA AFFONDARE TUTTA LA FLOTTA RUSSA NEL MAR NERO” – “Finora ci sono stati dati così tanti missili Harpoon che possiamo affondare l’intera flotta (russa, ndr) del mar Nero”. Lo ha detto il portavoce dell’amministrazione militare di Odessa Sergey Bratchuk citato dall’agenzia Unian. Nei giorni scorsi il ministero della Difesa ucraino aveva annunciato l’arrivo dei missili anti nave Harpoon forniti da Danimarca, Regno Unito e Olanda e obici semoventi M109 da 155 mm.

ORE 18:35 – SALVINI: “SE DEVO CREARE DIVISIONI, STO CON I MIEI FIGLI” – “Io per la pace sono disposto a tutto e a incontrare tutti”. Lo ha dichiarato Matteo Salvini, leader della Lega, a margine della sua visita a Parma, in appoggio del candidato sindaco del centrodestra, Pietro Vignali, rispondendo alla domanda se domani partirà per la Russia.”Se ci sono le condizioni vado, altrimenti andrò più avanti”, ha aggiunto. “Se devo creare divisioni, sto con i miei figli”, ha concluso. Di Maio aveva poco prima gelato il leader della Lega: “Con Putin ci parla Draghi”.

ORE 18:15 – UN MORTO E 6 FERITI IN BOMBARDAMENTO A MYKOLAIV – Un civile è morto e 6 sono rimasti feriti nel bombardamento russo di stamani a un quartiere residenziale Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, non lontano da Odessa. Lo rende noto l’amministrazione regionale su Facebook. Almeno due missili sono esplosi nei cortili tra due palazzi residenziali.

ORE 17:45 – DI MAIO: “CON PUTIN CI PARLA DRAGHI, ANDARE A MOSCA NON È UN TOUR ESTIVO” – “Io credo che con Putin ci parla Draghi, perché si parlano tra omologhi”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ospite del ‘Forum in masseria’ in Puglia, a proposito del viaggio di Salvini a Mosca: “Dopo la performance della trasferta in Polonia, insomma, andare anche a Mosca…”, dice ricordando quando il sindaco di Przemysl sbeffeggiò il leader della Lega con la maglietta pro Putin. “Consiglio molta prudenza rispetto a quello che si vuole fare: la guerra in Ucraina o il viaggio a Mosca non è un tema da tour estivo, è una cosa più complicata, ognuno di noi quando fa un’azione del genere rappresenta tutto il Paese e ci sarà un motivo – osserva Di Maio – per cui finora a Mosca non c’è andato nessuno della nostra alleanza occidentale”. Infine, Di Maio sottolinea: “Il governo italiano non sapeva di questa intenzione” di Salvini di andare a Mosca, “fatto sta che queste vicende richiedono necessariamente un’ulteriore responsabilità per ognuno di noi. In un momento così delicato è la postura del Paese in generale che viene rappresentata anche da un leader di un partito della maggioranza”.

ORE 16:00 – ZELENSKY: “CHI PROPONE CESSIONE TERRITORI NON TIENE CONTO DELLE PERSONE” – Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i politici che propongono a Kiev la cessione di territori in cambio di una “illusione di pace” non tengono conto dei milioni di persone che vivono in quei territori. “Dietro tutte queste speculazioni geopolitiche di chi consiglia all’Ucraina di dare qualcosa alla Russia, ci sono ‘grandi geopolitici’ che non vedono la gente normale. Ucraini normali. Milioni di persone che vivono nei territori che loro propongono di scambiare per una illusione di pace. Bisogna sempre guardare alla gente. E ricordare che i valori non sono solo una parola”, ha detto Zelensky su Telegram, rilanciato da Ukrinform.

ORE 15:30 – PUTIN A MACRON E SCHOLZ: “PRONTI A RIPRENDERE IL DIALOGO CON KIEV” – Il presidente russo Vladimir Putin, in una conversazione telefonica con il suo omologo francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha confermato la disponibilità di Mosca a continuare i colloqui di pace con Kiev. Lo ha reso noto il Cremlino secondo l’agenzia russa Tass. Putin, ha proseguito il Cremlino, ha fatto presente che il negoziato “è congelato per colpa di Kiev”, ma ha confermato la disponibilità russa “alla ripresa del dialogo”. Macron e Scholz hanno chiesto al leader del Cremlino Vladimir Putin di liberare i 2.500 combattenti dell’Azovstal e di impegnarsi in “negoziati diretti e seri” con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Putin ha “sottolineato la questione del pericoloso invio in corso di armi occidentali in Ucraina, avvertendo dei rischi di una ulteriore destabilizzazione della situazione e dell’aggravamento della crisi umanitaria”, riferisce la Tass.

ORE 14:30 – PUTIN: “ARMI DA OCCIDENTE IN UCRAINA CREA DESTABILIZZAZIONE” – “La fornitura di armi all’Ucraina da parte dell’Occidente rischia di creare una ulteriore destabilizzazione”: lo ha ripetuto oggi il presidente russo Vladimir Putin.

ORE 14:00 – PRESIDENTE DUMA: “SBAGLIATO SVUOTARE I SILOS DEL GRANO UCRAINI” – “Biden e Zelensky passeranno alla storia come i presidenti che hanno affamato il mondo”: parola del presidente della Duma, Vyacheslav Volodin. Le sanzioni contro la Russia “sono state sconsiderate”, ha aggiunto Volodin sottolineando: “prima di tutto hanno colpito quei Paesi che già avevano problemi con il cibo: hanno portato ad un aumento dei prezzi del grano dappertutto, compresi i Paesi europei. Tutto questo può provocare carestie in molte aree del mondo alla fine di quest’anno”. Per Volodin svuotare i silos di grano in Ucraina, come dicono Bruxelles e Washington, può esser controproducente e anzi gli stessi ucraini ne soffrirebbero: “Le dichiarazioni di Washington e Bruxelles si moltiplicano con le proposte di svuotare i depositi di grano per fare spazio a un nuovo raccolto. Ma la situazione in Ucraina oggi non è semplice”, osserva. “Molte delle regioni ucraine non hanno svolto completamente il lavoro sui campi primaverili e questo può portare a scarsità alimentare. In nessun caso il grano dovrebbe essere esportato” perché “gli stessi ucraini ne soffrirebbero. Per quanto riguarda il cibo, è necessario prima capire che tipo di equilibrio si creerà nel Paese dopo la raccolta del grano in autunno”.

ORE 13:00 – PORTAVOCE ESTERI RUSSA: “SONO USA E UE A CREARE CRISI ALIMENTARE” – Sono gli Stati Uniti e la Ue a creare la crisi alimentare e le notizie sul blocco dei porti ucraini sono del tutto infondate. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in alcune dichiarazioni diffuse oggi dalla Tass. “Gli Stati Uniti e l’Ue stanno pensando di esportare 20 milioni di tonnellate di grano dall’Ucraina entro 2,5 mesi. In realtà, il grano viene trasportato nei magazzini in Europa. Vengono organizzate linee ferroviarie, stradali e fluviali per la consegna verso destinazioni in Germania, Polonia, Lituania, Romania e Bulgaria”. “La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden del 10 maggio sulla necessità di cercare opportunità per esportare 20 milioni di tonnellate di grano dall’Ucraina ha coinciso con la firma della legge ucraina Lend-Lease. Si scopre che Kiev pagherà le armi con il grano. Infatti, gli stessi americani provocano in Ucraina la crisi alimentare, privandola delle riserve di grano”, ha affermato la portavoce.

ORE 12:00 – INIZIA LA CONSEGNA DEI MISSILI HARPOON – L’Ucraina ha iniziato a ricevere missili anti nave Harpoon per difendersi dall’aggressione russa nel mar Nero. Lo ha reso noto su Facebook il ministero della Difesa ucraino, rilanciato da Ukrinform. “L’Ucraina sta ricevendo lanciamissili da terra e il corrispondente numero di missili anti-nave Harpoon. Queste armi sono fornite da Danimarca, Regno Unito e Olanda. Altri paesi si uniranno al processo”, ha affermato il ministero, sottolineando come queste armi serviranno alla difesa contro le navi russe nel mar nero. Missili anti-nave sviluppati dagli Stati Uniti, gli Harpoon sono armi a guida radar che hanno la possibilità di mantenere un volo radente e poi alzarsi in prossimità del bersaglio per piombarvi sopra. Questa caratteristica, oltre ad una testata con 225 kg di esplosivo, rende queste armi particolarmente temibili per le navi avversarie.

ORE 11:00 – EL PAIS: “UE VALUTA MISSIONE NAVALE PER ESPORTARE GRANO DALL’UCRAINA” – L’Unione Europea sta valutando una missione navale per aiutare ad esportare grano dall’Ucraina. Lo sostiene il quotidiano spagnolo El País, citando fonti di Bruxelles, secondo le quali il vertice Ue che inizierà lunedì solleverà il problema dell’aumento del rischio di fame nei paesi dipendenti dalle esportazioni agricole dall’Ucraina. L’Unione europea starebbe anche discutendo la possibilità di avviare una missione navale per scortare navi mercantili dall’Ucraina attraverso il Mar Nero, in particolare dal porto di Odessa. L’operazione navale per sbloccare il grano ucraino comporterebbe un “rischio estremo” per l’Ue poiché potrebbe portare anche a uno scontro con la Marina russa, scrive il giornale. Tuttavia, Bruxelles teme alla pari che l’attuale crisi alimentare mondiale possa tradursi in un “crimine contro l’umanità” in quei Paesi i cui fabbisogni alimentari più elementari dipendono dalle esportazioni ucraine. L’Unione europea, sottolinea il giornale, è pronta a mobilitare tutte le risorse possibili per la rimozione del grano accumulato nei silos e nei porti ucraini. Nelle conclusioni della bozza del vertice, visionate dal País, si “condanna severamente la distruzione e l’appropriazione illegale della produzione agricola ucraina da parte della Russia”. E si chiede a Mosca di “porre fine al limite massimo consentito di esportazione di generi alimentari, soprattutto nella regione di Odessa”.

ORE 10:45 – DENISOVA: “DOPO IL GRANO I RUSSI PORTANO VIA IL METALLO DALL’UCRAINA” – “Dopo il grano, ora i russi portano via il metallo dai territori ucraini”. Lo denuncia Lyudmilla Denisova, commissaria parlamentare ucraina per i diritti umani, dalla sua pagina Telegram. Secondo la commissaria, i prodotti in metallo vengono esportati da Mariupol dalle forze russe, e questo sarebbe il motivo per cui “hanno sminato parte del porto marittimo della città. Gli occupanti hanno inviato 3.000 tonnellate di prodotti in metallo con la prima nave da Mariupol a Rostov sul Don. Inoltre, per movimentare più velocemente il bottino, i russi hanno iniziato a ripristinare i collegamenti ferroviari a Mariupol e Volnovakha”. Prima dell’occupazione, denuncia Denisova, il porto ospitava circa 200.000 tonnellate di metallo e ghisa per un valore di 170 milioni di dollari. “Con le sue azioni, l’occupante viola la IV Convenzione di Ginevra del 1949 sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra e l’articolo 8 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Faccio appello alla Commissione investigativa delle Nazioni Unite sulle violazioni dei diritti umani durante l’invasione russa dell’Ucraina affinché tenga conto di questi fatti di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani in Ucraina”.

ORE 10:30 – BOMBE SENZA SOSTA PER 4 ORE NELLA REGIONE DI SUMY – Le truppe russe hanno bombardato la regione ucraina di Sumy (nordest) la notte scorsa senza sosta per almeno quattro ore: lo ha reso noto su Telegram il presidente dell’amministrazione militare regionale, Dmitry Zhivitsky, secondo quanto riporta l’agenzia Unian. “Da mezzanotte alle quattro del mattino, la Russia ha bombardato i nostri territori”, ha scritto Zhivitsky, sottolineando che in seguito a un attacco missilistico un’azienda agricola è stata distrutta nella comunità di Putivl. Non si registrano vittime o feriti.

ORE 10:15 – NUOVO TEST RUSSO DEL MISSILE IPERSONICO TSIRKON – Il ministero della Difesa russo ha annunciato di avere effettuato un nuovo lancio di prova del missile ipersonico Tsirkon. Il lancio è partito da una nave che si trova nel mare di Barents. Il missile lanciato dalla Flotta del Nord della Federazione russa ha puntato un obiettivo situato nel Mar Bianco, secondo quanto dichiarato dal ministero della Difesa di Mosca. “Secondo i sistemi di monitoraggio e registrazione dal vivo ha colpito con successo un obiettivo marittimo situato a circa 1.000 chilometri di distanza. Il volo del missile ipersonico ha rispettato i parametri stabiliti”. La tv russa Zvezda ha aggiunto che la velocità del missile è “così alta da impedire al sistema di difesa aerea dell’avversario di rilevarne l’impatto in tempo”. Il Cremlino ha descritto lo Tsirkon come un missile

ORE 10:00 – KIEV: “ESERCITO RUSSO IN RITIRATA DA SEVERODONETSK” – L’esercito russo ha subito perdite significative ed è stato costretto a ritirarsi nell’area di Severdonetsk, Toshkivka e Oskolonivka, nella regione ucraina del Lugansk (est): lo afferma su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale ucraina, Serhii Gaidai, secondo quanto riporta l’agenzia Ukrinform. Gaidai ha sottolineato che i russi sono stati costretti a indietreggiare nelle loro posizioni precedenti e un altro ponte tra Severdonetsk e Lysychansk è stato danneggiato. “Tuttavia, (i russi) non abbandonano i tentativi di andare nelle retrovie delle nostre truppe e interrompere i rifornimenti logistici nella regione di Lugansk”, ha proseguito Gaidai. “Il nemico ha bombardato più volte Severdonetsk, ci sono stati almeno tre pesanti bombardamenti e in alcuni luoghi sono scoppiati combattimenti di strada. Di conseguenza, 14 condomini sono stati danneggiati. Anche il vicino villaggio di Synetskyi… è stato gravemente bombardato”.

ORE 09:15 – GAZPROM: “LE FORNITURE DI GAS ALL’EUROPA CONTINUANO ATTRAVERSO L’UCRAINA” – La compagnia Gazprom ha ribadito che le forniture di gas all’Europa continuano via Ucraina e che il volume di oggi è di 43,96 mcm”.

ORE 09:00 – PUTIN: “ORA IL RUOLO DELLE GUARDIE DI FRONTIERA RUSSE È FONDAMENTALE NEL CONFLITTO” – Il ruolo delle guardie di frontiera russe è particolarmente importante ora “data la pressione politica, economica e informativa senza precedenti sul nostro Paese e l’aumento della capacità militare della NATO in diretta prossimità dei confini della Russia”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi al Servizio di Guardia di Frontiera del Servizio di Sicurezza Federale russo, impegnato, ha detto, “a prevenire i tentativi di sabotaggio nelle sezioni del confine di Stato nelle aree dell’operazione militare speciale”. “Vorrei sottolineare il lavoro costante del vostro servizio per identificare i militanti dei gruppi neonazisti”, ha detto Putin congratulandosi con il Servizio dell’FSB in occasione della loro festa professionale.

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ORE 08:45 – MOSCA CHIUDE I CONFINI DI KHERSON CON LA REGIONE DI KIEV – La Russia ha chiuso i confini della regione di Kherson con le aree dell’Ucraina controllate dal regime di Kiev “per motivi di sicurezza”. Lo ha detto a Ria Novosti Kirill Stremousov, vice capo dell’amministrazione militare-civile della regione. “Attraversare il confine dalle regioni di Mykolaiv e Dnipropetrovsk è molto pericoloso, visti i bombardamenti sistematici dei militanti ucraini. Dopo l’ultimo bombardamento, i civili finiti nella zona cuscinetto sono morti. Pertanto, non consigliamo di recarsi in Ucraina, ci sono molte testimonianze secondo cui uomini scompaiono e vengono immediatamente portati nell’esercito lì come carne da cannone”, ha affermato. Durante l’operazione speciale, l’esercito russo ha preso il controllo di Kherson Oblast e la parte di Azov di Zaporozhye Oblast.

ORE 08:20 – “DIECIMILA SOLDATI RUSSI NELLA REGIONE DI LUGANSK” – “Diecimila militari russi” sono presenti nella regione di Lugansk, nell’Ucraina orientale. Lo ha detto il governatore di Lugansk Serhiy Haidai alla televisione ucraina. “Ci sono unità stanziate permanentemente nella regione di Luhansk, stanno cercando di assaltare e stanno cercando di conquistare terreno in qualsiasi direzione”, ha spiegato.

ORE 08:00 – GOVERNATORE DNIPRO: “COLPI DI ARTIGLIERIA CONTRO ZELENODOLSK” – Le forze armate russe hanno sparato colpi di artiglieria contro Zelenodolsk, nella regione di Dnipropetrovsk, distruggendo infrastrutture. Lo ha dichiarato il capo dell’amministrazione regionale militare di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznychenko, parlando di “distruzione”, ma segnalando che non si registrano feriti. “Hanno sparato di nuovo nell’area di Kryvyi Rih. Il nemico ha sparato con l’artiglieria contro la comunità di Zelenodolsk”

ORE 07:30 – ADDESTRAMENTI DEI RISERVISTI RUSSI A VORONEZH – Continua, secondo lo stato maggiore dell’esercito ucraino, la mobilitazione dei riservisti russi. Secondo quanto riferiscono le forze armate di Kiev nell’ultimo aggiornamento sulla situazione 3 mesi e 4 giorni dopo l’inizio della guerra, “i riservisti vengono addestrati nella regione di Voronezh”, che si trova a 300 km dal confine orientale dell’Ucraina. Inoltre, i russi stanno portando via dai “centri di mobilitazione” le armi e le altre attrezzature militari “obsolete”.

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ORE 03:30 – ZELENSKY: “IL DONBASS SARA’ UCRAINO” – “Se gli occupanti pensano che Lyman o Severodonetsk saranno loro, si sbagliano. Il Donbass sarà ucraino. Perché siamo noi, è la nostra essenza”. L’ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo ultimo video, diffuso sul suo canale Telegram e ripreso dall’agenzia Unian. “E anche se la Russia porta distruzione e sofferenza ovunque, ricostruiremo comunque ogni città. Non c’è e non ci sarà una vera alternativa alle nostre bandiere ucraine”. Zelensky ha riconosciuto che la situazione nel Donbas è “molto difficile”. “Gli occupanti stanno cercando di raggiungere in almeno 100 giorni di guerra gli obiettivi che speravano di raggiungere nei primi giorni dopo il 24 febbraio”, ha detto il presidente ucriano. “Quindi, hanno concentrato il massimo dell’artiglieria e delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e aerei. Stiamo proteggendo il nostro paese nel modo in cui le nostre attuali risorse difensive ci permettono. Stiamo facendo di tutto per accrescerle. E le incrementeremo”.

ORE 02:30 – PENTAGONO ASSEGNA CONTRATTO DA 624MLN PER LA PRODUZIONE STINGER – Il Pentagono ha assegnato un mega contratto da 624 milioni dollari alla Raytheon per la produzione di missili antiaerei Stinger, uno dei sistemi militari chiave che gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina nella guerra con la Russia. Lo riporta la Cnn. Dall’inizio dell’invasione, gli Usa hanno inviato più di 1.400 sistemi Stinger, missili antiaerei a corto raggio con una portata di circa 5 chilometri in grado di abbattere droni, aerei ed elicotteri a bassa quota.

ORE 02:00 – CECENI: “PRESO IL CONTROLLO DELLA LINEA DI CONTATTO A SEVERODONETSK” – Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con “i nazionalisti ucraini” a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. Una ‘linea di contatto’ è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti. “Un gruppo di volontari russi della Repubblica di Cecena ha preso il controllo completo dell’intera linea di contatto con i banditi: i primi quartieri della città ben fortificata sono già stati sgomberati dalle unità nemiche”, ha detto Kadyrov su Telegram. “L’edificio dell’hotel, che era stato preparato per una lunga difesa dai banditi, è passato sotto il controllo dei nostri combattenti: la marmaglia dei Banderites è stata completamente bloccata in città, dal momento che tutte le vie di ritirata sono passate sotto il controllo delle truppe russe”, ha affermato il leader ceceno citando il termine con cui si definivano i membri dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) fondata nel 1929.

ORE 00.30 – ZELENSKY: “IN DONBASS SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE MA SARA’ NOSTRO” – “Come previsto, la situazione nel Donbass è molto difficile. Gli occupanti hanno concentrato tutta l’artiglieria, il massimo delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e attacchi aerei – tutto. Stiamo proteggendo la nostra terra nel modo consentito dalle nostre attuali risorse di difesa. Stiamo facendo tutto per aumentarle. E le aumenteremo” perché il “Donbass sarà Ucraina e, anche se la Russia porterà distruzione e sofferenze, noi ricostruiremo tutto” e “non ci saranno alternative alle nostre bandiere ucraine”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video messaggio postato sui social.