Una nuova defezione colpisce il cerchio di Vladimir Putin e questa volta arriva dall’ambito diplomatico. A mollare Mosca e a prendere le distanze dal regime del Cremlino dopo l’invasione brutale dell’Ucraina è Boris Bondarev, il consigliere presso la missione russa alle Nazioni Unite a Ginevra, che ha lasciato il suo incarico in aperta polemica con la mossa di Mosca di invadere l’Ucraina lo scorso 24 febbraio.

A rendere noto la defezione del diplomatico russo è stato l’avvocato internazionale Hillel Neuer, che ha pubblicato su Twitter la lettera che Bondarev ha scritto per comunicare le dimissioni dal suo incarico.

Bondarev, diplomatico di lungo corso attivo dal 2002 e rappresentate russo a Ginevra dal 2019, usa parole di fuoco per descrivere il suo stato d’animo dopo l’invasione delle truppe di Mosca in Ucraina: “Non mi sono mai vergognato così tanto del mio Paese come il 24 febbraio scorso”.

Nella sua dichiarazione scritta Bondarev definisce le azioni poste in atto dal Cremlino in Ucraina “un crimine contro il popolo ucraino e forse il più grave mai commesso verso quello russo”, mentre il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, fedelissimo di Putin, diventa “un eccellente esempio del degrado del sistema”.

Il diplomatico quindi invita gli altri colleghi russi alle Nazioni Unite a dimettersi, accusando il suo stesso mondo professionale e in particolare il ministro Lavrov: “Mi spiace ammettere che in questi ultimi 20 anni il livello di bugie e di mancanza di professionalità nel lavoro del ministero degli Esteri è sempre cresciuto. Negli anni più recenti, però, questo è diventato semplicemente catastrofico“.

Lavrov che nella lettera di dimissioni diventa il simbolo di “cliché di propaganda nello spirito dei giornali sovietici degli anni Trenta”. Bondarev infatti evidenzia, in una sorta di ritratto non autorizzato dal ministro degli Esteri, che quest’ultimo “in 18 anni è passato da intellettuale istruito e professionale, di cui i colleghi avevano grande stima, a persona che trasmette in continuazione dichiarazioni contrastanti e minaccia il mondo con le armi nucleari”.

Oggi, dopo l’invasione dell’Ucraina, Lavrov “non fa diplomazia, ma solo dichiarazioni belligeranti, bugie e odio. Ho studiato per essere un diplomatico e lo sono stato per 20 anni, il ministero è diventato la mia casa e la mia famiglia, ma ora semplicemente non posso più condividere questa ignominia sanguinosa, insensata e assolutamente inutile“, scrive il diplomatico russo nella sua lettera di dimissioni.

Quanto a chi ha voluto la guerra in Ucraina, per Bondarev l’obiettivo è solo uno, ovvero “rimanere al potere per sempre, vivere in palazzi di lusso e senza gusto, navigare su yacht per costi e dimensioni paragonabili all’intera Marina russa, godere di completa impunità”.

Redazione