Con una mano il taglio dei parlamentari, una misura che ridurrà le spese della politica di circa 80 milioni lordi all’anno, con l’altra un maxi finanziamento al fondo per le “esigenze del Parlamento” che farà sorridere deputati e senatori con 800 milioni di euro per il 2021 e 400 milioni all’anno dal 2022.

Sono i ‘trucchi’ della politica italiana che da anni è ormai alle prese con la battaglia demagogica alla “kasta”, prima esclusiva grillina e poi ‘virus’ che ha infettato anche gli altri partiti politici, quasi indistintamente.

Così tra le pieghe della bozza della legge di bilancio 2021 spunta in un articolo, il 195, che recita testualmente: “Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.190, è incrementato di 800 milioni di euro per l’anno 2021 e 400 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022”.

Giova ricordare come la battaglia per il taglio dei parlamentari, con il risparmio di 82 milioni di euro ‘spalmati’ sui 60 milioni di abitanti italiani, corrisponde a circa 1,30 euro a testa: una cifra paragonabile al prezzo di un cappuccino al bar.

Di fronte a questo “astronomico” risparmio, ecco arrivare quindi una ricompensa del governo ai parlamentari, un fondo che vale la metà dell’intero costo annuale della Camera e del Senato.

Appare difficile anche pensare che il maxi finanziamento per il fondo per le “esigenze del Parlamento” venga eliminato dalla versione finale della legge di bilancio: se la legge arriverà in Parlamento come l’anno scorso all’ultimo minuto, verrà ‘blindata’ dall’esecutivo senza la possibilità di proporre emendamenti.