“Questo non è giornalismo di inchiesta così come lo si vuol definire. E’ piuttosto il frutto di una vera e propria attività investigativa, sottratta a qualunque forma di controllo dell’Autorità Giudiziaria ed alle regole che presidiano la genesi e lo sviluppo delle vicende processuali”. A scriverlo è l’osservatorio sull’informazione giudiziaria delle Camere penali, in merito all’inchiesta di Fanpage sulla presunta ‘lobby nera’ che ha coinvolto l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e Roberto Jonghi Lavarini, noto come il ‘Barone nero’, che hanno sostenuto la candidata al consiglio comunale di Milano di Chiara Valcepina.

“Siamo giunti ad un crocevia estremamente pericoloso – osservano i penalisti – nel quale le persone sono offerte in pasto all’opinione pubblica sulla base di informazioni raccolte nel corso di una vera e propria ‘indagine privata’, che addirittura precede e ‘genera’ la vicenda procedimentale propriamente intesa”. Secondo gli avvocati “e dunque al cospetto di una nuova pericolosa frontiera del processo mediatico, che non possiamo non segnalare, perché essa è posta oltre confine ed è in grado di oltrepassare qualsiasi limite, tra quelli finora ipotizzati dal legislatore, al fine di salvaguardare il principio della presunzione di innocenza: se non si porranno sanzioni effettive alla violazione del segreto istruttorio e limiti alle interpretazioni estensive delle norme sovranazionali in contrasto con la nostra Costituzione (come del resto è accaduto in tema di mafia e di prescrizione), – si legge ancora nel documento – il ‘giornalismo d’inchiesta’ si sostituirà alla magistratura inquirente, con l’unico impellente target di raggiungere lo scoop, senza trovare alcun freno inibitore, neppure le sanzioni penali“.

Oggi, rileva ancora l’osservatorio delle Camere penali, “è successo ad un partito politico, domani potrà accadere ad altri schieramenti, ed ancor peggio, a qualsiasi cittadino, al di là della personale visibilità o notorietà. Sarà sufficiente che il caso che si vorrà scoprire o creare sia idoneo a promuovere un dibattito pubblico che, come al solito, assumerà più importanza di un eventuale, successivo procedimento penale”.

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