Stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore“. Sono i sintomi principali della variante Omicron, la nuova sequenza del covid-19 ritenuta “preoccupante” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la sua contagiosità. Rassicurazioni arrivano però da Angelique Coetzee, la dottoressa sudafricana che ha scoperto e isolato la nuova variante, spiegando che, al momento, non ci sono pazienti gravi, tantomeno ricoverati in ospedale.

Coetzee ritiene esagerata – così come il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa – la decisione presa da diversi governi di vietare i viaggi dall’Africa meridionale. “Sicuramente vedremo altri casi con questa variante, ma non sono davvero malati. Avrei capito la chiusura e la paura se avessimo assistito all’esplosione di effetti gravi. Ma non li abbiamo visti. Nessuno di loro è stato mai ricoverato” ma “le persone anziane e affette da malattie sono comunque a rischio”.

Poi aggiunge: “Se avvertite questo tipo di sintomi per più di due giorni, fate il test. Vaccinatevi, indossate la mascherina e non state in posti affollati”. Parole che arrivano giorni dopo l’allarme generale lanciato dall’Oms che sta seriamente preoccupando l’Europa. La professionista, presidente dell’Associazione dei medici del Sudafrica e membro della task force sanitaria governativa, ricostruisce gli ultimi 10 giorni che hanno portato alla scoperta della variante Omicron.

“Da circa otto settimane non avevamo pazienti Covid” spiega in una intervista a Repubblica. La svolta “a metà novembre” quando “è arrivato un uomo di 33 anni. Presentava dei sintomi lievi ma diversi da tutti quelli che avevo visto fino ad allora. Ho deciso di fare il test perché comunque ci trovavamo davanti a un’infezione virale. Al quarto membro della sua famiglia risultato positivo, con gli stessi sintomi leggeri, mi si è accesa una lampadina”.

Il 18 novembre Coetzee scopre e isola la variante Omicron, e dopo le verifiche degli scienziati sudafricani, il 22 novembre arriva la conferma della nuova sequenza virale, diversa dalla Delta e con “sintomi mai visti prima”. In attesa dei risultati dei test in laboratorio sugli effetti della variante Omicron sui vaccini, si continuano a raccogliere dati clinici per capire se e fino a che punto la variante Omicron sia davvero più pericolosa della Delta, che è ormai dominate ovunque.

“Quando anche il quarto famigliare del mio primo paziente è risultato positivo, mi sono detta, qui c’è qualcosa che non va. Ho mandato un messaggio ai miei colleghi della task force, scrivendo: “Ehi, qui sta succedendo qualcosa. Non è la variante Delta. È diverso”. La dottoressa parla di sintomi diversi dalla variante Delta (“Stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore”), specificando tuttavia che “finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi“.

Sottolinea il caso di “una bimba di sei anni” che “aveva la febbre e la tachicardia. Mi sono domandata se fosse il caso di ricoverarla. Due giorni dopo, quando l’ho rivisitata, non ce n’è stato più bisogno perché stava benissimo”.

La nuova variante ha fatto schizzare in alcune zone del Sudafrica il tasso di positività dall’1 al 30% in appena tre settimane. Tuttavia i sintomi “sono molto lievi e sono uguali per entrambi”, sia vaccinati che non vaccinati chiarisce la dottoressa.  Rassicurazioni anche sul grado di contagiosità: “Potremmo dire che il grado di contagiosità è più o meno simile a quello della variante Delta. Non di più e non troppo severo”.

 

 

Redazione