Aumentano i casi tra i bambini e aumentato i casi dei bambini e dei giovanissimi positivi al coronavirus e con sintomi nella fascia di età tra i 0 e i 19 anni. A farlo sapere l’Istituto Superiore di Sanità, secondo il quale tra l’8 e il 21 novembre “sono stati segnalati 31.365 nuovi casi, di cui 153 ospedalizzati e 3 ricoverati in terapia intensiva”. L’appello dei pediatri: “Sicuramente i più piccoli si ammalano di meno, ma non è vero che non si ammalano mai e che non hanno forme gravi”, dice a Il Messaggero Piero Valentini, responsabile di Malattie infettive pediatriche del policlinico Gemelli di Roma. I pediatri della Simpe (Società Italiana dei Medici Pediatri) spingono per la vaccinazione anche ai più piccoli.

Lo stesso report settimanale dell’Iss evidenzia che tra i 6 e gli 11 anni “a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime due settimane”. E dall’Istituto si osserva anche “un aumento del tasso di ospedalizzazione in questa fascia di età (poco sopra i 2 ricoveri per 100mila abitanti) nelle ultime settimane, mentre nelle altre fasce di età risulta stabile”. Ancora numeri, raccolti e sintetizzati nell’articolo del quotidiano romano: “Il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d’età 6-11 anni, il 32% nella fascia 12-19 anni e solo l’11% e il 6% sono stati diagnosticati, rispettivamente, tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni”.

Dall’inizio della pandemia al 24 novembre sono stati 826.774 i casi confermati nella popolazione tra 0 e 19 anni, 35 i bambini deceduti. I bambini che guariscono spesso continuano a soffrire dei sintomi, soffrono di long covid. I pediatri della Simpe lanciano un appello per velocizzare sui vaccini. L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha raccomandato, la scorsa settimana, ai Paesi europei di autorizzare la somministrazione del vaccino contro il coronavirus di Pfizer-BioNTech anche ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. La somministrazione era infatti autorizzata solo per i maggiori di 12 anni. La dose raccomandata sarà inferiore di un terzo rispetto a quella per gli over 12.

“Per proteggere i bambini è estremamente importante vaccinarli – le parole riportate del Presidente Simpe Giuseppe Mele – Noi crediamo di dover consigliare la vaccinazione a tutti i bambini, non solo quelli fragili che presentano patologie croniche come il diabete, l’ipertensione, l’obesità o la malattia da immunodeficienza acquisita congenita. I primi dati, che risalgono ad un anno e mezzo fa, ci indicavano che il bambino, pur con una sintomatologia non significativa, poteva essere quello maggiormente contagiato e poteva contagiare. Ora siamo arrivati a contare ben 35 morti”.

Le case farmaceutiche Pfizer e Moderna, quelle che producono i vaccini a mRna messaggero, hanno intanto comunicato di essere al lavoro per aggiornare i loro preparati alla luce della rilevazione della nuova variante Omicron emersa per la prima volta in Sudafrica e che sta allarmando l’Europa e il mondo.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.