Due ragazzini di 11 e 12 anni in gravi condizioni a causa del covid-19. Focolai nelle scuole, con 129 giovani positivi e mille in isolamento (dati Asl, la Napoli 2 nord) e altri 129 studenti positivi e oltre 450 contatti scolastici e familiari in quarantena (dati Asl Napoli 1 Centro). Sono alcuni dei numeri diffusi dal governatore della Campania Vincenzo De Luca nel corso della consueta diretta social del venerdì.

Oltre al piccolo Mattias, il bimbo di 11 anni di Gragnano ricoverato da oltre 10 giorni in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Santobono, c’è anche un altro ragazzino, di un anno più grande, in condizioni serie. “Solo in Asl Napoli 2 nord per le scuole abbiamo 30 focolai, per un numero complessivo di ragazzi positivi, parliamo di primaria e media, di 129 unità – dice in diretta Fb – Abbiamo 67 classi in isolamento e il numero di alunni in isolamento che sono entrati in contatto di quasi mille alunni”.

Per De Luca l’unica priorità al momento è la corsa alla terza dose “per il personale sanitario obbligatoria di fatto, anche se sarà resa obbligatoria tra qualche ora e poi la priorità del personale scolastico. Oramai la gran parte ha superato i 6 mesi dall’ultima somministrazione. Tra l’ultima settimana di novembre e le prime due di dicembre dobbiamo completare le terze dosi o le secondo dosi al personale scolastico, arrivare all’immunizzazione”. Anche perché “il personale scolastico essendo in contatto con bambini non vaccinati è più esposto di altri cittadini a contagiarsi“.

L’obiettivo “è tutelare la salute dei nostri concittadini, non richiudere la nostra regione e l’Italia. Provate a immaginare – osserva – se nel giro delle prossime due, tre settimane fossimo costretti a chiudere alberghi, bar, ristoranti, palestre, teatri, cinema. Sarebbe un disastro, ma è inutile raccontare queste cose a chi ha la testa dura, a chi non vuole utilizzare la ragione. A questi dobbiamo dire che la stupidità non è un argomento”.

Sulle minacce no vax degli ultimi giorni, De Luca va oltre e ricorda un dato: “L’Ottanta per cento delle terapie intensive è occupato da non vaccinati. Andava data per tempo una comunicazione più difficile ma chiara. Rimane fermo il fatto che anche dopo otto mesi la soglia di protezione si riduce drasticamente, rimane il fatto che chi si vaccina 9 volte su dieci non finisce né in ospedale e meno che mai in terapia intensiva“.

Redazione