“È un’ingiustizia, dal governo Draghi mi aspettavo qualcosa di meglio”. È questa l’opzione più gettonata alla domanda sul condono delle cartelle esattoriali tra gli intervistati dell’ultimo sondaggio Ipsos per il produttore televisivo Itv Movie. L’indagine prova a fare il punto sul nuovo esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce a un mese e mezzo dal suo insediamento.

Il 40% non si aspettava un provvedimento simile, mentre il 24% lo ritiene giusto e addirittura propende per una sua estensione. In generale però il governo Draghi convince la maggioranza degli italiani, con il 48% che ritiene che l’esecutivo “stia convincendo”. Giudizio opposto – invece – per il 28% del campione.

Sulla campagna vaccinale e sul piano nazionale di priorità elaborato dal generale Figliuolo il giudizio è molto più equilibrato: lo scarto tra chi ritiene stia funzionando bene (39%) e chi pensa stia andando male (36%) è sottile. Promosse quindi le prime mosse di Draghi, ma non a pieni voti.

Il governo di larghe intese – secondo gli intervistati – starebbe favorendo maggiormente la Lega in termini di consenso. Essere entrati a Palazzo Chigi ha migliorato l’immagine pubblica del Carroccio per il 23% degli intervistati, mentre il 13% pensa che a brillare della luce riflessa di mister “whatever it takes” possa essere il Pd, seguito al 12% da Forza Italia. Quasi nessuno ritiene sia stata una buona mossa per il Movimento 5 Stelle sedersi a un tavolo così allargato: solo il 7% la ritiene una buona idea per i grillini.

Tra i leader politici più apprezzati, al netto del presidente del Consiglio, c’è l’ex inquilino di Palazzo Chigi, Giuseppe Conte, che raccoglie il 61% delle preferenze del campione. Staccato di 20 punti il ministro della Salute Roberto Speranza, che piace al 41% del campione. Il terzo leader è Giorgia Meloni, al 37%, che ha superato Matteo Salvini fermo al 33%. Il neo-segretario del Pd Enrico Letta sale a un passo dal leghista, con il 32% dei consensi. Chiudono la classifica del giudizio positivo sui leader politici Silvio Berlusconi (29%), Vito Crimi (18%) e Matteo Renzi (12%).

Redazione