Da bersaglio preferito a obiettivo da reclutare. È lo strano rapporto tra la Lega e le Ong, le organizzazioni non governative da tempo nel mirino di Matteo Salvini e soci per l’attivismo nel mar Mediterraneo, dove da anni sono impegnate nel salvataggio dei migranti che partono per i viaggi della disperazione dall’Africa.

Ma con l’emergenza Coronavirus che sta colpendo l’Italia e in particolare la Lombardia, la regione più colpita con oltre 2200 casi e 98 morti, la Lega si è spinta a chiedere il loro aiuto. L’assessore al Welfare Giulio Gallera, ovviamente con il beneplacito del governatore Attilio Fontana, ha riferito ieri nel corso di una conferenza stampa che “dalle Ong ci è arrivata per interposta persona una disponibilità di medici: ci stiamo mettendo in contatto con loro. L’ho ripetuto più volte, abbiamo bisogno delle migliori energie e anche il contributo delle ong può esserci d’aiuto”.

“I posti di terapia intensiva dedicati al coronavirus sono diventati 321 – ha aggiunto Gallera – ed è possibile crescere di 200 posti” a patto di ‘reclutare’ forze fresche tra personale medico e sanitario. Non bastano certo i “136 medici assunti in due giorni”, ma serve più personale. Disposto anche lo stop di “tutta l’attività ambulatoriale non urgente”, deciso dalla Regione Lombardia.

Una sorta di contrappasso per il Carroccio, che spinto dall’emergenza Coronavirus si è visto costretto a chiedere l’aiuto del ‘nemico storico’. La dichiarazione di Gallera non è passata inosservata sul web, sui social network sono stati numerosi i commenti ironici sulla clamorosa retromarcia leghista sulle Ong.